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Corte di Giustizia UE respinge la richesta della Polonia di sospendere l'accordo UE-Mercosur

Agricoltori polacchi in convoglio con trattori intensificano la protesta contro l'import di cibo ucraino e la politica ambientale UE, 20 febbraio 2024.
Agricoltori polacchi sfilano in convoglio con i trattori, intensificando la protesta contro l’import di alimenti dall’Ucraina e la politica ambientale UE, 20 febbraio 2024. -  Diritti d'autore  AP Photo/Czarek Sokołowski
Diritti d'autore  AP Photo/Czarek Sokołowski
Di Agata Todorow
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Il Tribunale UE ha respinto la richiesta polacca di sospendere temporaneamente l’accordo commerciale con il Mercosur, ritenendo non provato il rischio di danni gravi e irreversibili, ma il ricorso principale di Varsavia è ancora in esame

Da mesi la Polonia si oppone all’accordo commerciale tra l’Unione europea e Mercosur, l’unione doganale e commerciale che riunisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.

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A maggio Varsavia ha presentato alla Corte di giustizia dell’Unione europea un ricorso contro la decisione che consente l’applicazione provvisoria dell’accordo**.**

Contestualmente ha chiesto l’adozione di una misura cautelare, che fino alla conclusione della causa avrebbe dovuto sospendere l’esecuzione di tale decisione.

La Corte di giustizia ha respinto la richiesta. Come ha spiegato il tribunale, la Polonia non ha fornito elementi sufficientemente concreti a sostegno dell’ipotesi di un danno grave e irreversibile. Il semplice convincimento che la decisione sul Mercosur possa essere illegale non basta per giustificare una sospensione provvisoria.

È una distinzione importante**. Il rigetto della domanda di misura cautelare non significa che la Corte si sia già pronunciata** sulla fondatezza del ricorso principale presentato dalla Polonia. Il Tribunale lo esaminerà in un procedimento separato.

La Polonia teme le ripercussioni per l’agricoltura

Uno dei principali argomenti avanzati da Varsavia riguarda le possibili conseguenze dell’accordo per l’agricoltura europea, in particolare per quella polacca.

Il Paese ha richiamato tra l’altro il rischio di una maggiore concorrenza da parte dei prodotti agricoli dei Paesi del Mercosur. Le preoccupazioni riguardano soprattutto i settori in cui i costi di produzione e gli standard applicati nell’Unione differiscono da quelli in vigore dall’altra parte dell’Atlantico.

La Corte ha tuttavia ritenuto che gli argomenti presentati dalla Polonia non consentono di affermare, con sufficiente probabilità, che l’applicazione provvisoria dell’accordo provocherà gravi perturbazioni sul mercato agricolo europeo.

Il tribunale ha sottolineato che l’andamento di questo mercato dipende da molti fattori, non solo dalle importazioni dai Paesi Mercosur. Tra questi ha citato, per esempio, i prezzi dell’energia, i costi dei fertilizzanti e la concorrenza proveniente da altri Paesi terzi.

La Corte ha inoltre rilevato che la Polonia non ha fornito dati concreti che permettano di valutare la probabilità e l’inevitabilità del danno evocato nella sua domanda.

L’argomentazione di Varsavia riguarda anche le modalità con cui le istituzioni europee hanno adottato la decisione.

La Polonia ha sollevato tra l’altro accuse di violazione dei trattati, abuso di potere e violazione del principio di leale cooperazione. Secondo le autorità polacche, il modo di procedere sull’accordo potrebbe avere conseguenze anche per le future decisioni in materia di politica commerciale dell’Unione.

In questa fase, tuttavia, la Corte non ha stabilito se tali contestazioni siano fondate. La decisione riguarda esclusivamente la richiesta di una misura temporanea.

La vicenda è rilevante anche perché l’accordo non è più solo una questione di un’intesa futura.

L’applicazione provvisoria dell’“interim trade agreement” tra UE e Mercosur è iniziata il 1º maggio 2026. L’accordo è stato firmato dall’Unione europea e dai Paesi Mercosur a gennaio di quest’anno e, una volta concluse le procedure interne nei quattro Paesi sudamericani, ne è iniziata l’applicazione provvisoria.

Agricoltori polacchi con bandiere nazionali e cartelli con slogan di protesta manifestano a Varsavia contro la politica climatica dell’UE, il 27 febbraio 2024.
Agricoltori polacchi con bandiere nazionali e cartelli con slogan di protesta manifestano a Varsavia contro la politica climatica dell’UE, il 27 febbraio 2024. AP Photo/Czarek Sokołowski

Bruxelles parla di tutele, Varsavia vuole continuare la battaglia

La Commissione europea sostiene che l’accordo non comporta un abbassamento degli standard europei in materia di sicurezza alimentare.

I prodotti importati nell’UE devono continuare a rispettare i requisiti europei vigenti su sicurezza alimentare, salute degli animali e delle piante. L’intesa prevede inoltre meccanismi di salvaguardia per i settori più sensibili.

La Commissione annuncia anche misure finanziarie aggiuntive nel caso in cui l’accordo abbia effetti negativi sul mercato agricolo europeo.

Proprio la questione della concorrenza per i produttori europei resta uno dei principali punti di scontro.

I critici sostengono che gli agricoltori dell’UE affrontano costi elevati legati, tra l’altro, alle norme ambientali, al benessere degli animali e agli standard di produzione. Temono che un aumento delle importazioni dal Sud America possa esercitare pressione sui prezzi e sui redditi delle aziende agricole.

I sostenitori dell’accordo avanzano invece un altro argomento: l’apertura dei mercati del Mercosur dovrebbe creare nuove opportunità per gli esportatori europei.

La Commissione europea stima che, grazie all’intesa, le esportazioni di prodotti agroalimentari europei verso la regione potrebbero crescere fino al 50%. Tra i prodotti che dovrebbero beneficiare di un migliore accesso figurano, tra gli altri, vino, olio d’oliva, formaggi, cioccolato e bevande.

Per la Polonia è però decisivo il bilancio tra i potenziali benefici e i costi per l’agricoltura nazionale. Varsavia si è opposta all’accordo fin dall’inizio, richiamando il rischio per i produttori alimentari e la necessità di garantire condizioni di concorrenza eque.

Il portavoce del governo, Adam Szłapka, ha commentato la decisione della Corte. Durante una conferenza stampa ha sostenuto che i problemi attuali sono legati anche alle fasi precedenti dei negoziati e ha accusato i precedenti governi di Diritto e Giustizia di non aver tutelato a sufficienza gli interessi polacchi durante i lavori sull’accordo.

A suo avviso, le decisioni chiave sulla posizione della Polonia rispetto all’intesa sono state prese nel corso di molti anni e la possibilità di influire sull’esito finale dei negoziati esisteva nelle fasi iniziali.

La causa polacca resta ancora aperta

Il confronto politico sul Mercosur rimane dunque acceso, ma la decisione della Corte di giustizia fissa un limite preciso al tentativo attuale di bloccare l’accordo. L’applicazione provvisoria dell’intesa resta in vigore, mentre il ricorso principale della Polonia sarà comunque esaminato dalla giustizia europea.

La sentenza definitiva potrebbe avere conseguenze non solo sulle relazioni tra la Polonia e la Commissione europea, ma anche sul modo in cui verrà condotta la politica commerciale dell’Unione e sulla tutela dell’agricoltura europea.

Per ora, però, la Corte non ha risposto alla domanda se l’accordo con il Mercosur sia compatibile con il diritto dell’UE.

Finora la Polonia è l’unico Stato membro dell’UE ad aver impugnato l’accordo con il Mercosur davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Sebbene Francia, Austria, Irlanda e Ungheria abbiano votato contro l’intesa, nessuno di questi Paesi ha scelto di presentare un proprio ricorso.

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