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Svizzera, arrestato un uomo per la sparatoria a un rave che ha ucciso un'italiana e causato cinque feriti

Foto di Max Fleischmann su Unsplash
Foto di Max Fleischmann su Unsplash Diritti d'autore  Photo by Max Fleischmann on Unsplash
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Di Sonja Issel & Greta Ruffino
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Durante una manifestazione con circa 3.500 persone ad Aarau, in Svizzera, sono stati sparati colpi all'alba di domenica: almeno un morto e cinque feriti, alcuni gravi. La polizia è intervenuta con un massiccio spiegamento di uomini.

Un uomo svizzero di 43 anni è stato arrestato lunedì perché "fortemente sospettato" di essere l’autore di una rara sparatoria mortale avvenuta durante un rave in Svizzera a, ha riferito la polizia.

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"Un cittadino svizzero di 43 anni è stato fermato poco prima dell’una di lunedì mattina", ha dichiarato la polizia di Argovia in una nota. "Sono attualmente in corso indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, il contesto e il possibile movente. Allo stato attuale, si ritiene che abbia agito da solo"

La sparatoria è avvenuta nelle prime ore di domenica mattina, mentre un rave annuale stava volgendo al termine all’ippodromo di Aarau, nel cantone di Argovia. La vittima è stata identificata come Maria Spinelli, 22enne originaria di Atri, in Abruzzo, che lavorava in Svizzera.

In una precedente nota diffusa lunedì, la polizia cantonale aveva riferito che i partecipanti alla festa si stavano preparando a tornare a casa quando sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco "contro un gruppo di persone".

La premier italiana Giorgia Meloni ha diffuso un messaggio dopo la notizia della morte della ragazza italiana.

"Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte di Maria Spinelli, la giovane italiana rimasta vittima della tragica sparatoria di Aarau, in Svizzera.Il mio pensiero va anche agli altri feriti, tra i quali risultano due cittadini italiani, e a tutte le persone coinvolte in questa drammatica vicenda. Seguiamo con attenzione gli sviluppi attraverso la Farnesina e le nostre rappresentanze diplomatiche, confidando nel lavoro delle autorità svizzere per fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili", ha scritto Meloni in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Lunedì la polizia di Argovia ha precisato che le persone rimaste ferite sono quattro uomini svizzeri e una donna tedesca, di età compresa tra i 24 e i 31 anni. I cinque feriti sono stati trasportati in ospedale con lesioni di gravità variabile, da lievi a gravi, ha riferito la polizia.

Testimoni oculari hanno riferito di aver scambiato inizialmente gli spari per fuochi d'artificio. In un video pubblicato dal quotidiano svizzero Blick, che sarebbe stato girato nei pressi del luogo del delitto,si sentono circa dieci colpi.

Tre ipotesi al vaglio degli investigatori

Domenica, il capo della polizia di Argovia, Michael Leupold, ha dichiarato che gli investigatori hanno trovato elementi riconducibili a due diversi calibri di arma: uno compatibile con una pistola o una mitraglietta e l’altro con un fucile d’assalto.

Leupold ha spiegato che la polizia sta lavorando su tre ipotesi: "La prima è quella di un attacco terroristico, la seconda di una sparatoria di massa e la terza di un semplice atto criminale, il cui movente resta sconosciuto".

Secondo Leupold, potrebbe trattarsi di "un regolamento di conti all’interno di un gruppo o di qualcosa di completamente diverso".

Nella tarda serata di domenica, il presidente svizzero Guy Parmelin ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia della vittima italiana.

"Il mio pensiero va anche a tutte le persone rimaste ferite, alle quali auguro una pronta e completa guarigione", ha scritto su X. "Esprimo la mia più profonda vicinanza a tutte le persone colpite da questo tragico evento".

Lunedì, il ministro della Giustizia svizzero Beat Jans ha incontrato il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt nel sud della Svizzera. Jans ha dichiarato che le autorità svizzere stanno "ricevendo sostegno" da Berlino, sottolineando la "forte cooperazione" tra le forze di polizia dei due Paesi.

Lunedì, la polizia ha invitato chiunque sia in possesso di filmati dell’accaduto a metterli a disposizione degli investigatori eha convocato una conferenza stampa per mercoledì. Le sparatorie sono rare in Svizzera, nonostante l’ampia diffusione delle armi da fuoco nel Paese.

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