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Mancini: "Punto a fare giocare bene l'Italia e a restare qui quattro anni"

Claudio Ranieri, Roberto Mancini e Giovanni Malagò alla conferenza stampa a Roma
Claudio Ranieri, Roberto Mancini e Giovanni Malagò alla conferenza stampa a Roma Diritti d'autore  Alfredo Falcone/LaPresse via AP
Diritti d'autore Alfredo Falcone/LaPresse via AP
Di Andrea Barolini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Prima conferenza stampa del presidente della Figc Malagò, che ha presentato a Roma il nuovo commissario tecnico della nazionale Roberto Mancini e il nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri

"Sono felice per Roberto e Claudio. Credo che sentiamo tutti il peso della responsabilità, dovuto anche alla mancata qualificazione agli ultimi tre Mondiali. Sono vent'anni che non giochiamo una partita a eliminazione diretta al Mondiale: questo fa abbastanza riflettere". È con queste parole che il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha avviato la conferenza stampa di presentazione del nuovo commissario tecnico Roberto Mancini e del nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri. Il dirigente federale ha aggiunto che "entro il weekend" arriverà una terza persona che completerà la squadra.

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Mancini: "I giocatori ci sono, sono giovani e va data loro fiducia. Spero di riportare la nazionale dove merita"

Numerose le domande sulle strategie per rilanciare il mondo del calcio in Italia. "Credo che i giocatori ci siano, sono giovani e va data loro fiducia. Cercheremo di essere una squadra che gioca bene, è l'obiettivo”, ha dichiarato Mancini.

L'ex attaccante di Sampdoria e Lazio ha parlato anche del rapporto con Gravina, in merito in particolare alla chiusura della prima esperienza sulla panchina azzurra, a seguito della quale si era trasferito in Arabia Saudita come allenatore dapprima della nazionale (a fronte di uno stipendio da 25 milioni di euro) poi dell'Al-Sadd: "Ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina che altrimenti se ci fossimo parlati a quattr’occhi ci saremmo capiti. Per me la maglia azzurra è sempre importante".

Sul prossimo futuro si è espresso inoltre spiegando: "Ho un contratto di quattro anni e spero in questo periodo di vincere qualcosa. Spero di riportare la nazionale dove merita".

Mancini ha indicato quindi che non avrà un modulo specifico con il quale farà giocare la nazionale: "Ci si deve adattare ai giocatori, è inutile imporre un modulo se non è adatto".

Ranieri: "Per me il coronamento di una carriera, non credevo potesse accadere"

Da parte sua, il neo d.t. Ranieri - che può vantare una lunghissima carriera da giocatore e da allenatore, culminata nella vittoria della Premier League con il Leicester nel 2016, considerato una figura di garanzia - ha dichiarato: "Per me la nazionale è il coronamento di una carriera, non credevo che potesse accadere. Quando ho visto la chiamata di Giovanni ero al mare. Sono molto orgoglioso, ci sarà da lavorare tantissimo e la situazione è difficile ma la mia carriera parla per me: non mi sono mai tirato indietro di fronte alle difficoltà".

Ranieri, sulla necessità di rilanciare il sistema-calcio, ha dichiarato che “non è facile parlare di tempi. Io sono chiamato a riformare ciò che non si vede. A giugno un addetto ai lavoro mi ha detto che i bambini per andare alle scuole calcio spendono troppo, e che alcune famiglie non possono permetterselo. Non è possibile che accada. Dobbiamo riportare i bambini al calcio".

"Un mese fa - ha aggiunto - sono stato alla presentazione del libro di un vostro collega e ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene. Ciò che è complicato è l'ultimo salto dall'Under21 alla prima squadra. È qui che dobbiamo lavorare. Ci sono pochi giocatori da scegliere. Ma siamo bravi tatticamente, all'estero non sono bravi come noi. Dobbiamo tornare a insegnare ai ragazzi la tecnica. Cominciamo a spiegare come si stoppa un pallone".

Malagò: "Donnarumma mi ha ringraziato per la scelta"

Sollecitato infine sul no alla nazionale di un anno fa, quando era ancora consigliere dei proprietari della Roma, Ranieri ha spiegato: "Ogni volta che ho deciso col cuore non mi sono mai pentito e non l'ho fatto nemmeno questa volta. Non potevo interrompere un contratto con la Roma, e non potevo avere un doppio incarico poiché ci sarebbe stato un evidente conflitto d'interessi".

Malagò ha rivelato anche di aver ricevuto un messaggio dal portiere Donnarumma: "Mi ha ringraziato dicendomi che era quello che tutti i giocatori volevano".

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