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Le idee più folli della Germania sulla birra

La Germania è considerata la patria della birra; l'arte della birrificazione è stata persino inserita nella lista del patrimonio culturale.
La Germania è considerata la patria della birra e l'arte brassicola tradizionale è stata inserita anche nella lista del patrimonio culturale immateriale. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Franziska Müller
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Birre artigianali, di monastero o liquori alla birra: ai tedeschi sulla loro bevanda preferita c’è poco da insegnare. Perfino i birrai amatoriali gareggiano in campionati e il Paese detiene diversi record. Cinque storie di birrifici

Le temperature salgono lentamente, le giornate si allungano, l’estate è alle porte. Per una serata tranquilla con gli amici o per una grigliata davanti alle partite dei Mondiali di calcio serve la bevanda fredda giusta.

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La Germania si vanta di essere il Paese della birra, l’Oktoberfest attira ogni anno milioni di visitatori. Lo scorso anno si stima siano stati serviti circa 6,5 milioni di boccali (Maß). Ma la birra non è solo la bevanda di fine giornata: anche nell’arte birraria c’è chi punta in modo particolare su unicità e gusti fuori dal comune.

Euronews ha passato in rassegna le birre e i concept birrari più esclusivi e stravaganti della Germania.

5º posto - Campione tedesco dei birrai amatoriali 2025

La Germania si è guadagnata a pieno titolo il soprannome di "nazione della birra": oltre a un campionato per sommelier della birra esiste infatti anche un campionato tedesco per birrai amatoriali.

Lo scorso anno a vincere è stato Jan Mordhorst, che ha avuto la meglio su circa 200 altri birrai hobbisti. "L’Altbier è uno stile impegnativo", ha spiegato il vincitore 2025 durante la premiazione. Proprio per questo si è detto ancora più felice che la sua birra abbia incontrato il gusto della giuria. La ricetta è ora a disposizione su internet per tutti i birrai amatoriali che vogliono riprodurla.

Il podio non era del tutto nuovo per Mordhorst, ma nel 2025 è riuscito per la prima volta a salire sul gradino più alto. Che il birraio amatoriale sappia bene di cosa parla lo dimostra anche il consiglio speciale nella ricetta: "Il mosto dovrebbe idealmente fermentare in botte o in un fermentatore in pressione. Al termine della maturazione la birra viene travasata con cautela dall'alto tramite un Floating Dip e poi imbottigliata con contropressione. In questo modo si ottiene una birra particolarmente limpida".

Jan Mordhorst di Seevetal è il campione tedesco dei birrai amatoriali 2025
Jan Mordhorst di Seevetal è il campione tedesco dei birrai amatoriali 2025 Deutsche Meisterschaft der Hobbybrauer

Il premio: 400 litri della propria birra e un premio in beni a scelta, ad esempio un upgrade del proprio impianto di produzione o un impianto di spillatura personale del valore di 2.500 euro, offerti dall'organizzatore del concorso, la Störtebeker Braumanufaktur. La birra è in vendita dalla primavera 2026.

Nel 2026, per l’edizione del decimo anniversario, il tema saranno le birre in stile Weizenbock. Il 5 settembre 2026 birrai amatoriali e visitatori si ritroveranno a Stralsund. Poco meno di una settimana dopo, a Gräfelfing, si terrà il campionato tedesco dei sommelier della birra. La nazionale tedesca parteciperà poi l’anno successivo ai Mondiali in Austria.

La birrificazione artigianale, e con essa l’attività della comunità dei birrai amatoriali, rientra tra i Patrimoni culturali immateriali della Germania: nel 2020 la Commissione tedesca per l’UNESCO l’ha inserita nell’elenco.

4º posto - Tradizione d’oltreoceano: i piccoli birrifici scoprono il craft beer

Il termine craft beer in origine si riferisce alla produzione artigianale, in contrapposizione alla produzione industriale su larga scala. Oggi però indica spesso anche miscele non convenzionali di diversi tipi di luppolo e malto, commercializzate sotto questa etichetta.

È una tendenza arrivata in Germania da oltreoceano. Negli anni Trenta, infatti, negli Stati Uniti era vietato produrre, trasportare e vendere alcol. Solo con un disegno di legge del 1978 la situazione cambiò: ai cittadini statunitensi fu consentito produrre fino a 100 galloni di birra in casa. I microbirrifici in cortili e garage posero così le basi del movimento.

Dall’inizio degli anni 2010 la scena del craft beer è in crescita anche in Germania e negli ultimi anni ha vissuto un vero boom. L’obiettivo è spesso riscoprire la birra tradizionale, modernizzarla o reinterpretarla. Il craft beer vuole andare oltre i confini di Pils, Helles e Weizen. Proprio per queste caratteristiche viene spesso prodotto in lotti più piccoli e richiede quantità maggiori di luppolo, con conseguenti costi più elevati per il prodotto finale.

Il craft beer nasce originariamente negli USA. Oggi molti piccoli birrifici offrono anche degustazioni con gusti davvero insoliti.
Il craft beer nasce originariamente negli USA. Oggi molti piccoli birrifici offrono anche degustazioni con gusti davvero insoliti. Rodrigo Senag

Anche le edizioni speciali limitate danno vita a prodotti talvolta estremamente cari. Il birrificio giapponese Sapporo, ad esempio, ha prodotto una birra ottenuta dai germogli di particolari chicchi d’orzo: i semi hanno orbitato intorno alla Terra sulla Stazione spaziale internazionale ISS. Per "Sapporos Space Bareley" sono stati realizzati solo 250 six-pack, venduti a 110 dollari statunitensi ciascuno (circa 95 euro). Il prezzo per bottiglia è quindi di circa 12 euro. Un pezzo da collezione.

In Germania, ad esempio, il birrificio Gänstaller Bräu di Hallerndorf, in Baviera, raggiunge con la Gänstaller Onyx - Imperial Stout l’impressionante cifra di 20 euro al litro. Sull’app BeerTasting, dove gli utenti possono recensire le diverse birre, questa etichetta viene descritta come particolarmente corposa e amara. È considerata molto opulenta, quasi oleosa, una vera esplosione di gusto.

3º posto - Birra di monastero tradizionale: antica quanto la storia

La produzione di birra è iniziata molto presto anche nei monasteri. In passato, spiega ad esempio il monastero di Andechs sul proprio sito, fare birra era parte della gestione domestica quotidiana, al pari della panificazione. Si ritiene che i benedettini che nel 1455 si trasferirono ad Andechs per fondare il monastero avessero già conoscenze approfondite dell’arte brassicola.

Uno dei benedettini successivi, Willibald Mathäser, vissuto nel XX secolo, ha spiegato così, secondo il monastero di Andechs, l’importanza della bevanda: "Da noi in Baviera la birra non è un bene voluttuario, ma un alimento. È prodotta con cereali, lievito e acqua, proprio come il pane".

Anche se oggi la maggior parte di questi birrifici è gestita in modo secolare, c’è stato un periodo in cui la birra veniva distribuita gratuitamente ai pellegrini che passavano di lì nel loro cammino di fede cristiana. Oggi le birre di monastero, come quella del monastero di Andechs o ad esempio del monastero di Weltenburg, sono un po’ più care delle pils industriali standard e si collocano nel segmento premium.

Il monastero di Weltenburg si trova in posizione idilliaca, direttamente sull’acqua, sopra la gola del Danubio.
Il monastero di Weltenburg si trova in posizione idilliaca, direttamente sull’acqua, sopra la gola del Danubio. Albrecht Fietz

Molti monasteri offrono visite guidate e percorsi tra le antiche volte; spesso è ancora possibile anche fermarsi a mangiare e bere.

2º posto - La condotta di birra più lunga della Germania

Per molti il calcio senza birra vale la metà. Per questo il birrificio Veltins, in occasione dei Mondiali 2006, ha avuto un’idea speciale. All’Arena Veltins di Gelsenkirchen arriva una condotta di birra lunga cinque chilometri che rifornisce lo stadio della bevanda appena spillata.

Secondo i dati forniti dallo stesso stadio, nei quattro centri di raffreddamento situati nelle catacombe dell’Arena sono stoccati 52.000 litri di birra. Invece di trasportare migliaia di singole botti attraverso lo stadio, la birra scorre direttamente attraverso tubazioni sotterranee fino ai rubinetti di spillatura. Attraverso apposite connessioni raggiunge gli impianti di spillatura, prima di finire nei bicchieri dei tifosi.

La Veltins-Arena vista dall’alto. Nel sottosuolo si nascondono diversi chilometri di tubi in acciaio inox: la condotta di birra.
La Veltins-Arena vista dall’alto. Nel sottosuolo si nascondono diversi chilometri di tubi in acciaio inox: la condotta di birra. euroluftbild.de/Hans Blossey

In questo modo, a ogni partita è stato possibile spillare decine di migliaia di litri di birra. Ancora oggi l’impianto è considerato un simbolo di quanto siano strettamente legati birra e calcio in Germania. Nel 2006 era ancora un’idea insolita in Europa; oggi i moderni grandi stadi si affidano più spesso a serbatoi centrali e sistemi di tubazioni.

1º posto - La birra tedesca in bottiglia più costosa

Una delle birre tedesche in bottiglia più esclusive e costose è il cosiddetto "Schorschbock 57". Il birrificio che lo produce, Schorschbräu, arriva ovviamente dalla Baviera, il Land con la più alta densità di birrifici.

Nell’Alta Franconia, chiamata dagli appassionati di bevande anche Bierfranken, un comune di 1.300 abitanti detiene persino un record mondiale inserito nel Guinness dei primati. Ad Aufseß, infatti, ai 1.300 abitanti corrispondono ben quattro birrifici autonomi. Nell’intera regione dell’Alta Franconia hanno sede circa 160 birrifici.

È considerata una delle birre più forti al mondo: la Schorschbock 57, prodotta a Gunzenhausen, in Alta Franconia.
È considerata una delle birre più forti al mondo: la Schorschbock 57, prodotta a Gunzenhausen, in Alta Franconia. Schorschbräu

Tornando allo "Schorschbock 57": la sua particolarità è il procedimento Eisbock. In questo caso, a differenza di molte altre birre, non è il luppolo a essere in primo piano, ma gli aromi di malto. Inoltre le birre Eisbock si distinguono per un tasso alcolico particolarmente elevato: lo Schorschbock 57 contiene, ad esempio, il 57 per cento di alcol. "Si consigliano piccoli sorsi", si legge sul sito di Schorschbräu. Grazie a una gradazione simile a quella di un liquore, le bottiglie aperte si conservano per diverse settimane.

In teoria ogni birra può essere trasformata in Eisbock, come spiega un birraio amatoriale sulla rivista online Braumagazin. "Si congela la birra, si rimuove una parte dell’acqua sotto forma di ghiaccio e si ottiene una nuova birra: l’Eisbock", ha spiegato lì Frank Orthmann. Eliminando parte dell’acqua non solo aumenta il contenuto alcolico, ma si concentrano anche tutte le altre componenti aromatiche.

Il famigerato Schorschbock 57 dell’originale Schorschbräu di Gunzenhausen è ormai un bene di lusso. Online viene venduto a 747,50 euro al litro. In commercio si trovano mini-bottiglie da 0,04 litri al prezzo di 30 euro.

Nota della redazione: questo articolo contiene informazioni su bevande alcoliche. Il consumo di alcol può comportare rischi per la salute. Si raccomanda un consumo responsabile.

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