Guardiola, che aveva ancora un anno di contratto con il City, domenica dirigerà la sua ultima partita di Premier League contro l’Aston Villa
Pep Guardiola ha annunciato la fine della sua avventura sulla panchina del Manchester City, chiudendo un ciclo che ha riscritto la storia del club e lasciato un segno profondo nel calcio europeo. L’allenatore catalano, arrivato nell’estate del 2016, guiderà domenica contro l’Aston Villa la sua ultima partita in Premier League prima di salutare definitivamente la squadra.
Una notizia che scuote il mondo del calcio e mette fine a uno dei progetti tecnici più vincenti dell’era moderna. Guardiola lascia il City dopo dieci stagioni ricche di successi, durante le quali ha trasformato il club inglese in una potenza assoluta, capace di dominare in patria e conquistare finalmente l’Europa.
“Non chiedetemi perché me ne vado. Non c’è un motivo preciso. Ma, nel profondo, so che è arrivato il mio momento”, ha dichiarato Guardiola nel suo commosso messaggio d’addio. “Nulla è eterno. Eterni saranno il sentimento, le persone, i ricordi, l’amore che provo per il mio Manchester City”.
Il Manchester City ha confermato che Guardiola resterà legato al club come ambasciatore globale e consulente tecnico per le società del City Football Group. Una scelta che testimonia il peso enorme del tecnico all’interno dell’organizzazione costruita dalla proprietà di Abu Dhabi.
Secondo le indiscrezioni, il principale candidato a raccogliere la sua eredità sarebbe Enzo Maresca, ex vice di Guardiola al City e oggi considerato uno degli allenatori emergenti più influenzati dalla filosofia del tecnico catalano.
L’eredità lasciata da Guardiola è impressionante. In dieci anni ha conquistato sei Premier League, una Champions League, due FA Cup, diverse Coppe di Lega e un totale di 17 trofei maggiori con il Manchester City. Nel 2023 ha firmato il capolavoro della sua esperienza inglese, guidando il club allo storico Triplete con campionato, Champions League e FA Cup, eguagliando l’impresa del Manchester United del 1999.
Sotto la sua guida il City ha stabilito record destinati a entrare nella storia del calcio inglese: è stata la prima squadra a raggiungere i 100 punti in Premier League e la prima a vincere quattro campionati consecutivi. Guardiola ha inoltre rivoluzionato il modo di giocare in Inghilterra, imponendo un calcio basato sul possesso palla, sulla costruzione dal basso e sul dominio territoriale, modello poi imitato da numerosi club e settori giovanili.
Il presidente del City, Khaldoon Al Mubarak, ha definito Guardiola “l’uomo che ha migliorato non solo il Manchester City, ma il calcio stesso”, sottolineando come il tecnico abbia costantemente messo in discussione le convenzioni tattiche del gioco.
Negli ultimi anni, tuttavia, il dominio assoluto del City aveva iniziato a mostrare qualche crepa. Per la prima volta nella sua carriera, Guardiola ha chiuso due stagioni consecutive senza vincere la Premier League, mentre il percorso europeo si è interrotto prima dei quarti di finale nelle ultime due edizioni della Champions League.
L’addio del tecnico arriva inoltre in un momento delicato per il club, ancora coinvolto nel procedimento relativo alle oltre 100 accuse di presunte violazioni finanziarie mosse dalla Premier League. Il Manchester City ha sempre respinto ogni addebito, posizione sostenuta pubblicamente anche dallo stesso Guardiola, che si è detto “pienamente convinto” dell’innocenza del club.
Nel suo messaggio finale ai tifosi, Guardiola ha voluto rivendicare il percorso compiuto insieme alla squadra: “Abbiamo lavorato. Abbiamo sofferto. Abbiamo lottato. E abbiamo fatto le cose a modo nostro”.
Con il suo addio si chiude una delle epoche più straordinarie della storia della Premier League. Guardiola lascia il Manchester City da leggenda assoluta, destinato a essere ricordato accanto ai più grandi allenatori di sempre, da Alex Ferguson a Johan Cruyff. Ma soprattutto lascia un’eredità tecnica e culturale che continuerà a influenzare il calcio mondiale ancora per molti anni.