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Libano: gli attacchi israeliani rischiano di far fallire il cessate il fuoco tra Usa e Iran, avverte l'Ue

Alto rappresentante Kaja Kallas.
Alto rappresentante Kaja Kallas. Diritti d'autore  Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.
Di Jorge Liboreiro
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L’Unione europea critica duramente i raid israeliani in Libano che hanno causato centinaia di morti. A rischio il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

L’Unione europea ha condannato con fermezza la nuova ondata di attacchi israeliani contro il Libano, avvertendo che l’escalation militare rischia di compromettere il fragile cessate il fuoco negoziato tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto regionale.

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Secondo le autorità libanesi, i bombardamenti condotti mercoledì hanno provocato almeno 254 morti, segnando il bilancio più grave in un solo giorno dall’inizio della guerra tra Israele e Hezbollah. Gli attacchi, oltre cento in appena dieci minuti, hanno colpito in particolare il sud del Paese e diverse aree della capitale Beirut, causando distruzione diffusa e panico tra la popolazione civile.

Il Pakistan, che ha svolto un ruolo di mediazione nell’accordo tra Washington e Teheran, aveva dichiarato che la tregua si sarebbe estesa anche al Libano “con effetto immediato”. Tuttavia, Israele ha smentito questa interpretazione, proseguendo le operazioni militari contro obiettivi che sostiene essere legati a Hezbollah.

L’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha criticato duramente l’offensiva israeliana, affermando che il diritto all’autodifesa non può giustificare un livello di distruzione così elevato. “Gli attacchi rendono difficile sostenere che si tratti di azioni proporzionate”, ha dichiarato, sottolineando come l’escalation stia mettendo a dura prova gli sforzi diplomatici in corso.

Anche le autorità libanesi hanno condannato l’operazione. Il primo ministro Nawaf Salam ha denunciato bombardamenti su aree civili in “totale disprezzo del diritto internazionale”, mentre il presidente Joseph Aoun ha parlato apertamente di “massacro”. Il Paese ha proclamato un periodo di lutto nazionale.

La reazione internazionale è stata immediata. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito i raid una minaccia diretta alla stabilità del cessate il fuoco, chiedendo che il Libano sia incluso pienamente nell’accordo. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha avvertito del rischio di una “seconda Gaza”, mentre il premier spagnolo Pedro Sánchez ha attaccato il governo israeliano parlando di un comportamento “intollerabile”.

Gli attacchi israeliani hanno causato distruzione in tutto il Libano.
Gli attacchi israeliani hanno causato distruzione in tutto il Libano. Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved

Anche Belgio e Germania hanno espresso preoccupazione, invitando Israele a limitare le proprie azioni alla stretta autodifesa. Intanto, cresce il timore in Europa che il deterioramento della situazione possa provocare una nuova crisi migratoria e indebolire ulteriormente le istituzioni libanesi, già sotto pressione.

Sul fronte diplomatico, persistono forti ambiguità sui termini del cessate il fuoco. Teheran sostiene che il Libano fosse incluso nell’accordo, mentre gli Stati Uniti negano questa interpretazione. Il vicepresidente Usa JD Vance ha parlato di “legittimo malinteso”, lasciando intravedere le fragilità di un’intesa ancora incerta.

Nel frattempo, la Casa Bianca ha confermato che l’eventuale estensione della tregua al Libano resta oggetto di discussione, mentre ha avvertito che un’eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz sarebbe “inaccettabile”.

Con le tensioni in aumento e le posizioni sempre più distanti, il rischio è che la crisi si allarghi ulteriormente, mettendo in pericolo non solo il Libano ma l’intero equilibrio del Medio Oriente.

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