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I segreti di stato punto debole dei vertici in video-conferenza

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I segreti di stato punto debole dei vertici in video-conferenza
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Da quando i grandi d’europa hanno preso a incontrarsi in virtuale,c’è un elevato rischio di violazioni dei segreti delle cancellerie. Soprattutto per quanto riguarda le conversazioni a porte chiuse, che ora avvengono in video-conferenza.

Tutto molto comodo e al passo coi tempi, ma poco sicuro dal punto di vista della discrezione. Un vertice di capi di stato e di governo on line è un pasto ghiotto per qualsiasi bracconiere di dati

James Lewis, esperto di sicurezza informatica del Center for Strategic and International Studies di Washington, dichiara:

« Uno dei problemi per le organizzazioni multilaterali, come le Nazioni unite e l’Unione europea è che la loro sicurezza è spesso messa alla prova dal numero elevato di soggetti coinvolti e dalle possibili cattive intenzioni di una parte di essi. Oppure semplicemente per l’imprudenza di qualcuno. E se un’informazione non è di per sè destinata al grande pubblico, è evidente che sia un bottino potenziale per i corsari digitali»

Le reti delle istituzioni dovrebbero essere sicure. Ma basti che un solo partecipante si connetta da casa con il suo portatile, il muro della cybersicurezza ha già un punto debole. Una bella sfida per gli hackers.

« Abbiamo scoperto che molte delle tecnologie dalle quali dipendiamo non sono pronte per le ore di grande traffico. Anche per come vengono usate dalle persone. Questa è stata una bella lezione per la gente, per riflettere sulla programmazione e sulla sicurezza. È stato un test. E per fortuna senza danni particolarmente gravi, finora » aggiunge Lewis.

Se ormai per il dopo Covid, la frase fatta è « nulla sarà più come prima » è vero che bisognerà ricalcolare i fattori della sicurezza. Non solo sanitaria, ma anche informatica. Potremmo infatti trovarci di fronte ad altre crisi che ci costringeranno a isolamenti prolungati

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