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La razzia degli asini africani

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La razzia degli asini africani
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Dopo le zanne d’elefante o le corna di rinoceronte, l'avorio del terzo millennio sembra essere la pelle d'asino per produrre l'elisir cinese.

Un mercato illegale che fa gola ai bracconieri ma che sta scatenando le ire degli animalisti. A denunciare i maltrattamenti era stata, mesi fa, l’organizzazione Peta Asia. Ora dalle fattorie cinesi passiamo in Africa. Perchè in molti paesi, Kenya, Zimbabwe, Uganda, Tanzania, Mali e Senegal, questi animali sono presi di mira per un business considerato disumano. Ogni anno, racconta una donna, vengono vendute quasi 2 milioni di pelli di asini per un giro d’affari milionario.

In Africa sono sorti stabilimenti moderni, con standard tecnici elevati. Qui la carne viene salata, imballata e congelata, pronta all’export. In Cina, la pelle d’asino importata viene poi bollita per produrre una gelatina di color marrone, ingrediente molto popolare e usato per dolci, per prodotti cosmetici e per contrastare l’invecchiamento della pelle.

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