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Nuova strategia europea per l'energia per rompere la dipendenza dalla Russia

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Nuova strategia europea per l'energia per rompere la dipendenza dalla Russia

Nuova strategia europea per l'energia per rompere la dipendenza dalla Russia
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L’obiettivo della nuova strategia energetica presentata dalla Commissione europea a Bruxelles questo mercoledi’ è di diversificare le fonti di approvigionamento.

L’Unione europea importa il 55% del suo fabbisogno energetico, e il 30% del gas proviene dalla Russia. La crisi attuale ha evidenziato l’urgenza di rompere questa dipendenza.

Spiega il Commissario all’energia e la Clima, Miguel Arias Cañete:
“Diversificheremo i nostri fornitori di gas rafforzando il cosidetto corridoio del sud e le connessioni con Azerbajan e Turkmenistan. Cercheremo di sviluppare con maggiore intensità le connessioni con l’Algeria, la penisola iberica e il territorio francese attraverso il nuovo gasdotto chiamato Midcat che passerà per i Pirenei”

Garantire la sicurezza energetica deve andare di pari passo con gli impegni presi dall’Unione europea ad ottobre per ridurre i gas ad effetto serra.

La Commissione ha proposto quindi nuove misure per incrementare la quota di energie rinnovabii e migliorare l’efficienza energetica del 27% entro il 2030.
Secondo l’ong Climate Action Network, si sarebbero dovuti fissare obiettivi piu’ ambiziosi.

Sottolinea Wendel Trio, Direttore di Climate Action Network Europe:
“Se ci fosse stato un aumento del 40% per le rinnovabili e per l’efficienza energetica questo avrebbe ridotto molto il costo delle importazioni di gas e petrolio dalla Russia, dal Medio Oriente. E anche i cittadini potrebbero avere piu’ soldi a disposizione grazie al miglioramento dell’isolamento termico delle case”

Il pacchetto energia servirà come base per definire la posizione europea alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima a dicembre a Parigi. Le nuove proposte della Commissione saranno inanzitutto discusse dai capi di stato e di governo europei al vertice di marzo a Bruxelles.