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Quasi raddoppiati gli investimenti esteri diretti in Grecia nei primi sette mesi, pesa UniCredit

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foto d'archivio -  Diritti d'autore  AP Photo/Luca Bruno
Diritti d'autore AP Photo/Luca Bruno
Di Ioannis Karagiorgas Agenzie: ΑΠΕ-ΜΠΕ
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Gli investimenti esteri diretti nell’economia greca mostrano una forte dinamica nel 2026, dopo il livello record di 12,6 miliardi di euro raggiunto nel 2025. L'italiana UniCredit ha investo in Alpha Bank arrivando al 30%

I dati della Banca di Grecia mostrano che gli afflussi di investimenti esteri hanno raggiunto i 7,6 miliardi di euro nel periodo gennaio-luglio 2026, contro i 3,9 miliardi di euro nello stesso periodo del 2025.

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Si tratta di un aumento di quasi il 100%. Rispetto ai primi sette mesi del 2019, quando gli investimenti si erano attestati a 2,5 miliardi di euro, il livello di quest'anno è circa triplo. A questa performance hanno contribuito in modo determinante due grandi operazioni societarie.

A gennaio l**'italiana UniCredit** ha aumentato la sua partecipazione in Alpha Bank dal 20% a circa il 30%. Questa mossa ha fatto salire gli afflussi di investimenti diretti esteri (IDE) nello stesso mese a 2,2 miliardi di euro.

A maggio è seguito l'aumento di capitale della DEI, per un importo complessivo di 4,25 miliardi di euro, che ha attirato capitali significativi da investitori internazionali. Tra questi figura la CVC Capital Partners, il maggiore azionista privato dell'azienda e secondo azionista complessivo dopo lo Stato greco, con una quota di circa il 17%. CVC ha partecipato all'aumento di capitale con 1,2 miliardi di euro, contribuendo a far salire gli investimenti esteri complessivi a 1,7 miliardi di euro a maggio.

Va ricordato che, in base alla definizione degli IDE, l'acquisizione di azioni da parte di un'impresa estera è registrata come investimento diretto e non come investimento di portafoglio quando la partecipazione nella società residente supera il 10%.

Stournaras: ruolo decisivo degli IDE nella trasformazione dell'economia

Il governatore della Banca di Grecia, Yannis Stournaras, sottolinea l'importanza degli investimenti diretti esteri al di là del semplice afflusso di capitali.

In una dichiarazione all'APE-MPE sottolinea che gli IDE sono legati anche al trasferimento di know-how, innovazione e pratiche aziendali moderne da parte delle società che investono in Grecia. Secondo lui, questo processo può rafforzare la produttività e la competitività delle imprese greche e, più in generale, dell'economia greca.

Allo stesso tempo, Stournaras descrive gli investimenti esteri come un fattore in grado di contribuire in modo decisivo alla trasformazione produttiva del Paese e all'ampliamento della sua base esportatrice.

Afflussi mensili stabili al netto delle grandi operazioni

Al di là delle due grandi operazioni di gennaio e maggio, gli afflussi di IDE si sono attestati in media a circa 750 milioni di euro al mese fino a luglio. Questo quadro mostra che, nonostante la performance complessiva particolarmente elevata, gli investimenti esteri mantengono una dinamica significativa anche senza tener conto delle grandi operazioni societarie straordinarie.

I dati dettagliati sulla distribuzione degli investimenti per settore nel 2026 non sono ancora stati pubblicati. La tendenza degli anni precedenti indica tuttavia che il settore dei servizi continua a rappresentare il principale polo di attrazione dei capitali esteri, seguito dal comparto immobiliare e dalla manifattura.

Servizi ed energia in testa nel 2025

I dati definitivi della Banca di Grecia per il 2025, pubblicati il 1º ottobre 2026, registrano afflussi complessivi di IDE pari a 12,6 miliardi di euro.

Oltre la metà dei capitali, per complessivi 6,7 miliardi di euro, è confluita nel più ampio settore dei servizi. La categoria più importante è stata la gestione di beni immobiliari, con 1,7 miliardi di euro, seguita dalle attività finanziarie e assicurative con 1,5 miliardi di euro, dal settore dell'informazione e della comunicazione con 1,4 miliardi di euro, dai trasporti e magazzinaggio con 1,2 miliardi di euro e dal commercio all'ingrosso e al dettaglio con 468 milioni di euro.

Le compravendite immobiliari da parte di investitori privati stranieri hanno raggiunto 701 milioni di euro, pari al 5,6% del totale degli IDE.

Nel complesso, il settore immobiliare, che comprende sia gli investimenti delle imprese sia le compravendite private, ha attirato 2,4 miliardi di euro nel 2025, contro i 2,8 miliardi del 2024. Si è trattato del primo calo dell'interesse di investimento per il mercato immobiliare dal 2020.

La Banca di Grecia collega questo andamento, tra l'altro, all'aumento dei costi di costruzione e soprattutto all'innalzamento dell'investimento minimo richiesto per accedere al programma Golden Visa.

L'energia è stata la grande "scommessa" degli investimenti

Nel 2025 la performance del settore energetico è stata particolarmente forte: ha attirato 4,1 miliardi di euro, pari a circa il 33% degli IDE complessivi.

Questo sviluppo è in larga misura legato alla ristrutturazione di Metlen e alla quotazione delle sue azioni alla Borsa di Londra.

Nell'industria manifatturiera gli investimenti esteri hanno raggiunto 393 milioni di euro, con la maggior parte dei capitali diretta ai settori dei metalli di base, dei computer e dei prodotti chimici.

Acquisizioni e fusioni la forma prevalente di investimento

Per quanto riguarda la forma degli investimenti realizzati nel 2025, la quota maggiore, pari al 41%, ha riguardato acquisizioni e fusioni di imprese.

Sono seguiti gli acquisti di nuove azioni, che hanno rappresentato il 21,3% degli IDE complessivi, mentre il 16,4% ha riguardato investimenti immobiliari.

La reinvestizione degli utili ha rappresentato il 15,4% degli afflussi complessivi, mentre il restante 6% è stato costituito da prestiti concessi alle società greche dalle loro case madri all'estero.

Il quadro che si delinea per il 2026 conferma quindi il mantenimento dell'interesse degli investitori internazionali per l'economia greca: le grandi operazioni societarie rafforzano sensibilmente gli afflussi complessivi, mentre i flussi mensili più stabili restano su livelli elevati.

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