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Opere d'arte, novità sulla sicurezza durante i trasporti

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Di Euronews
Opere d'arte, novità sulla sicurezza durante i trasporti

<p>Denis Loctier, euronews: “Il ‘Narciso’ di Caravaggio si prepara a viaggiare. Come molte opere d’arte, questo dipinto del Cinquecento è stato prestato a un altro museo per una mostra temporanea”.</p> <p>Per evitare ogni rischio di danneggiare un pezzo dal valore inestimabile, la Galleria nazionale d’arte antica in Palazzo Barberini, a Roma, si è rivolta a un gruppo di ingegneri: insieme, stanno testando una tecnologia per monitorare l’opera. </p> <p>Cinzia Ammannato, direttrice della Galleria nazionale d’arte antica in Palazzo Barberini: “Questa galleria conserva opere che vanno dall’XI secolo DC fino al <span class="caps">XVIII</span> secolo e opere che hanno un valore altissimo, non soltanto dal punto di vista economico, come si potrebbe immaginare, ma soprattutto dal punto di vista culturale”.</p> <p>Di solito, durante il trasporto non si verificano danni visibili a occhio nudo. Ma, a livello microscopico, potrebbero insorgere problemi di vario tipo, soprattutto se la tela fosse esposta a condizioni ambientali inusuali o estreme. </p> <p>Ugo Maria Colesanti, ricercatore e responsabile di Sensing Systems presso Wsense: “Stiamo applicando i sensori attraverso una speciale colla sul telaio di alluminio dell’opera, in modo tale che essi diventano solidali con l’opera stessa e ci permettono di misurare correttamente le vibrazioni che l’opera subisce durante il trasporto”.</p> <p>Alcuni sensori sono applicati alla cornice del quadro, altri alla cassa. A trasporto effettuato, un confronto tra le diverse rilevazioni dirà se l’imballaggio ha assorbito efficacemente i traumi.</p> <p>Denis Loctier, euronews: “Quali che siano le condizioni meteo, l’opera deve essere protetta da cambi di temperatura, umidità e vibrazioni. I sensori continuano a monitorare durante il viaggio”.</p> <p>Ogni dato viene rilevato e registrato dai sensori, incluse le micro-variazioni climatiche e ogni eventuale choc durante le fasi del trasporto.</p> <p>Questi rilevatori, sviluppati dall’Università La Sapienza di Roma, non hanno bisogno di molta energia: possono contare su un’autonomia di settimane o anche di mesi. E sono molto resistenti, per un utilizzo in ambienti esterni.</p> <p>Chiara Petrioli, coordinatrice del progetto Genesi, La Sapienza Università di Roma: “La tecnologia sviluppata ha la possibilità di essere applicata a vari ambiti, a bassissimo consumo energetico. Quindi l’obiettivo è di consentire un monitoraggio pervasivo delle opere d’arte, dei monumenti storici, anche delle grandi opere, come tunnel, ponti, che sono altri ambiti applicativi di questa tecnologia”.</p> <p>Dopo un viaggio di sei ore, “Narciso” raggiunge la sua destinazione: la Basilica palladiana di Vicenza. La registrazione indicherà se tutto si è svolto senza problemi. Questi dati potrebbero consentire di ridurre i costi delle assicurazioni, rendendo più accessibili gli scambi di opere d’arte.</p> <p>Elisabetta Giani, fisica, <span class="caps">ISCR</span>, MiBACT: “Il trasporto di opere d’arte, dipinti, ma anche statute, terrecotte, eccetera, è un attività molto importante del nostro ministero. Quest’anno, in Italia, sono state movimentate, solamente come opere statali, più di seimila opere”.</p> <p>Mentre gli esperti esaminano il dipinto alla ricerca di improbabili segni di danneggiamento, gli ingegneri acquisiscono i dati su un computer per visualizzare le informazioni di viaggio. </p> <p>Ugo Maria Colesanti: “Una volta che attacchiamo i sensori e scarichiamo i dati sul computer, possiamo vedere l’andamento della temperatura e dell’umidità durante tutto l’andamento del percorso che è stato seguito. Qui possiamo vedere uno choc subito esternamente alla cassa, che non si ripercuote all’interno della cassa, dove invece l’accelerazione è completamente smorzata, indicando un corretto isolamento dell’opera”.</p> <p>Il prossimo passo sarà la creazione di una App per smartphone che consentirà di seguire ogni tappa del trasporto in tempo reale.</p> <p>http://genesi.di.uniroma1.it/</p>