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Caso Mahsa Amini, l'Unione Europea sanziona 11 cittadini iraniani

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Di Shona Murray
Josep Borrell ha assicurato che sono in corso indagini per verificare l'utilizzo di droni iraniani nella guerra in Ucraina
Josep Borrell ha assicurato che sono in corso indagini per verificare l'utilizzo di droni iraniani nella guerra in Ucraina   -   Diritti d'autore  John Thys/(c) Pool AFP/AP   -  

L'Unione europea ha deciso di sanzionare 11 cittadini iraniani e quattro entità responsabili di violazioni dei diritti umani. Si tratta di persone e organizzazioni coinvolte nella morte di Mahsa Amini, la 22 rimasta uccisa dopo essere stata arrestata per non aver indossato correttamente il velo, e nella repressione violenta delle proteste conseguenti

Tra queste ci sono la "polizia morale" di Teheran, che ha arrestato la giovane, e le forze di pubblica sicurezza del Paese, che hanno represso le lanifestazioni delle ultime settimane

Per le persone colpite da sanzioni è previsto il congelamento dei beni detenuti nell'Unione e il divieto di viaggio nei Paesi che la compongono.

I ministri degli Affari Esteri, che si sono incontrati a Lussemburgo, chiedono anche un'indagine adeguata per accertare cause del decesso della giovane e responsabilità. 

Sanzioni e ritorsioni

Gli attivisti per i diritti umani, comunque, non sembrano soddisfatti, visto che le persone sanzionate non saranno realmente colpite dalle misure adottate.

"Accogliamo con favore queste misure, che riconoscono la responsabilità degli autori di queste orribili violazioni dei diritti umani. In Iran la magistratura non è indipendente e quindi i responsabili dell'uccisione e della tortura di manifestanti e comuni cittadini non sono mai chiamati a risponderne", spiega a Euronews Raha Bahreini, avvocato e ricercatrice di Amnesty International.

"Tuttavia, data la gravità dei crimini commessi in Iran e le richieste radicali che vengono espresse dai manifestanti, è molto importante che la comunità internazionale vada oltre queste sanzioni e oltre quelle dichiarazioni velleitarie che invitano semplicemente le autorità iraniane a non utilizzare le maniere forti o a condurre indagini".

Nel frattempo, gli Stati membri dell'Unione Europea stanno anche valutando di sanzionare l'Iran per una presunta fornitura alla Russia di droni utilizzati negli attacchi in Ucraina. Il governo di Kiev ha lanciato questa accusa in relazione ai recenti bombardamenti, ma Teheran nega.

"Stiamo seguendo da vicino questo caso... stiamo raccogliendo prove e saremo pronti a reagire con gli strumenti a nostra disposizione", ha assicurato Josep Borell, Alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Unione.

Le frizioni arrivano in un momento di particolare tensione: lo stesso Borrell guida i negoziati in corso per ristabilire l'accordo sulla produzione di energia nucleare fra il Paese mediorientale e la comunità internazionale.