L’Iran annuncia missili balistici Khorramshahr‑4, Sejil e altri sistemi contro obiettivi israeliani in quella che Teheran definisce “Operazione True Promise 4”. Sirene in Galilea, schegge a Tel Aviv e tensione in crescita tra Iran, Israele e Stati Uniti
L’escalation militare tra Iran e Israele continua a intensificarsi con un nuovo lancio massiccio di missili balistici da parte del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), che Teheran ha definito parte dell’"Operazione True Promise 4".
Secondo dichiarazioni ufficiali iraniane, la ondata di attacchi comprende missili Khorramshahr‑4 con testata di oltre due tonnellate di esplosivo, oltre a sistemi Kheibar‑Shekan, Qadr ed Emad, diretti contro centri di comando, infrastrutture militari e concentrazioni di truppe israeliane.
Un elemento di spicco di questa fase è l’uso dei missili balistici Sejil, tra i sistemi più avanzati nel repertorio iraniano. Il Sejil è un missile a propellente solido con una gittata di circa 2.000 chilometri, progettato per essere lanciato rapidamente e difficilmente intercettabile dai sistemi difensivi convenzionali; può raggiungere obiettivi come Tel Aviv in pochi minuti.
La televisione iraniana ha trasmesso un filmato che mostra il lancio di missili nell'ambito della 54esima ondata dell'Operazione Honest Promise 4 verso Israele.
Sirene, danni e feriti in Israele
In risposta all’allerta missilistica, il Fronte Interno israeliano ha confermato l’attivazione delle sirene ad Avivim e in diverse località dell’Alta Galilea, dopo l’avvistamento di un drone entrare nello spazio aereo nazionale.
A Tel Aviv, ambulanze e servizi di emergenza hanno riferito diversi feriti legati alle schegge di ordigni iraniani cadute in aree urbane, con alcune auto incendiate da detriti balistici. Le autorità non hanno ancora rilasciato un bilancio ufficiale delle vittime.
I missili balistici al centro dell’offensiva
Tra gli armamenti annunciati dall’IRGC spicca il Khorramshahr‑4, variante del missile a lungo raggio iraniano con una testata pesante e capacità di colpire obiettivi strategici a grande distanza.
Il Kheibar‑Shekan è un’altra variante tattica di medio raggio con potenziale di carico significativo.
Il Qadr, parte della famiglia di missili con capacità tra 1.800 e 2.000 km, e l’Emad, missile balistico a controllo avanzato e precisione superiore rispetto alle generazioni precedenti, aumentano la complessità dell’attacco iraniano.
Qual è l'origine del nome?
Il missile Sajil deriva il suo nome da un versetto coranico nella Surat al-Fil: "Lancerete pietre da Sajil", riferendosi alle pietre inviate dal cielo per punire l'esercito abissino di Abraha che mobilitò un grande esercito per demolire la Kaaba. Nella sua campagna, che ebbe luogo quaranta giorni prima della nascita del profeta Maometto, furono utilizzati degli elefanti e dal cielo scesero delle pietre, che il Corano chiama "Sejil", e l'esercito di Abraha fu sconfitto.
Questo nome ha una chiara connotazione ideologica nel discorso iraniano: i missili sono presentati come qualcosa di più di semplici strumenti militari, ma come un simbolo della punizione divina di fronte a ciò che Teheran descrive come un'aggressione. La scelta del nome riflette il tentativo di solidificare l'immagine del conflitto come un confronto fatale tra le forze della "verità" e dell'"aggressione", secondo la narrazione ufficiale iraniana.
Il confronto tra Israele e Stati Uniti, da un lato, e l'Iran, dall'altro, continua con un ampliamento della portata dello scontro. Nelle ultime ore, l'Iran ha lanciato intensi bombardamenti sulle città israeliane, mentre gli Stati Uniti e Israele hanno compiuto violenti attacchi contro diverse città iraniane.