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Francia, blocco dei fondi di 2 milioni di euro al partito di Le Pen

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Francia, blocco dei fondi di 2 milioni di euro al partito di Le Pen

Francia, blocco dei fondi di 2 milioni di euro al partito di Le Pen
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REUTERS/Gonzalo Fuentes
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Due milioni di euro di finanziamenti pubblici che oggi sarebbero dovuti arrivare sui conti del 'Rassemblement national' (RN) di Marine Le Pen sono stati bloccati. Lo ha deciso la giustizia francese nell'ambito della maxi inchiesta su incarichi fittizi di assistenti ad europarlamentari da parte del partito di estrema destra francese, l'ex 'Front National' ribattezzato poche settimane fa 'Raggruppamento nazionale'.

La leader del RN ha duramente criticato la misura affermando che la decisione potrebbe uccidere il RN. I giudici francesi hanno recuperato e bloccato la somma per la durata dell'inchiesta, sospettando l'esistenza di un sistema ben rodato di posti di lavoro fittizi per consentire all'ex 'Front National' di appropriarsi indebitamente di fondi europei, sulla carta destinati all'assunzione di assistenti agli europarlamentari, ma in realtà utilizzati per pagare gli stipendi di dipendenti fissi. Secondo il Parlamento di Strasburgo il danno totale è di circa 7 milioni di euro. Il periodo coperto dall'inchiesta va dal 2009 al 2017.

Sul registro degli indagati ci sono Marine Le Pen e altre 9 persone.

"Non saremo in grado di pagare il nostro personale, il nostro affitto, i nostri obblighi finanziari a partire dal 15 luglio," ha detto Sebastien Chenu, un politico e portavoce del partito, a Reuters. L'ordine sarebbe arrivato il 28 giugno scorso. "Stanno pianificando la nostra morte", ha aggiunto.

"Due giudici hanno deciso, violando la presunzione di innocenza, senza alcuna sentenza di un tribunale, di assassinare il primo partito di opposizione in Francia", ha scritto lei su Twitter.

"Il futuro stesso del partito è minacciato. Tra due mesi sarà morto" avverte la leader di estrema destra.

Rivolgendosi alla generosità dei francesi, la presidente del 'RN' ha riferito che un apposito sito internet e' stato messo in rete per avviare una raccolta fondi. Intanto fonti di stampa francesi riferiscono della recente messa in stato di accusa nell'ambito della stessa inchiesta dell'europarlamentare RN Nicolas Bay, della guardia del corpo della Le Pen, Thierry Le'gier, e di altri due assistenti parlamentari. Il 4 giugno la corte di appello di Parigi ha respinto il ricorso della Le Pen, che contestava la competenza della giustizia francese, a nome della separazione dei poteri.

L'inchiesta, aperta nel 2015 dopo la segnalazione dell'ex presidente socialista ell'Europarlamento, Martin Schulz, coinvolge finora 17 politici eletti, tra cui la stessa Marine Le Pen, e una quarantina di assistenti.