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Facebook, Mark Zuckerberg chiede scusa al Parlamento UE. Le sue risposte non convincono Bruxelles

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Facebook, Mark Zuckerberg chiede scusa al Parlamento UE. Le sue risposte non convincono Bruxelles

Facebook, Mark Zuckerberg chiede scusa al Parlamento UE. Le sue risposte non convincono Bruxelles
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REUTERS/Francois Lenoir
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Parole, parole, parole: l'audizione del fondatore di facebook, internevuto martedi davanti al Parlamento europeo a Bruxelles, è iniziata con le consuete scuse di rito. Mark Zuckerberg si è scusato per non aver fatto abbastanza per proteggere i dati degli utenti - alla luce dello scandalo Cambridge Analytica - di fronte alla Conferenza dei presidenti dell'Europarlamento.

L'audizione è stata un'occasione per parlare di quanto la piattaforma ha fatto, sta facendo e farà per proteggere la privacy e i dati dei 400 milioni di utenti europei anche alla luce del GDPR che entrerà in vigore venerdì.

Le sue risposte, tuttavia, non sono state giudicate convincenti dai deputati, o almeno non sufficientemente approfondite.

Alcuni eurodeputati, come il conservatore Manfred Weber, ritengono che l'utilizzo di dati personali da parte di facebook possa avere degli effetti devastanti sulla democrazia a sulla concorrenza.

"Penso che sia giunto il momento di mettere fine al monopolio di Facebook, perché troppo potere è concentrato in una sola mano", ha affermato.

Incalzato da una serie di domande molto precise, il giovane americano ha risposto in maniera elusiva.

Non hanno trovato risposta infatti le domande sulla separazione dei dati tra WhatsApp e Facebook o la possibilità da parte degli utenti di non essere bersaglio delle pubblicità personalizzate. Zuckerberg si è detto disponibile a fornire risposta scritta ad alcuni quesiti come questi, rimasti in sospeso, e che gli verranno inoltrati dopo il meeting.

In risposta alle domande sull'opportunità o meno di limitare le attività di Facebook, Zuckerberg ha affermato che il prblema non è la regolamentazione ma il tipo di legislazione da applicare

"Avere delle regole è importante e inevitabile ed è necessario assicurarsi di avere un quadro normativo che aiuti a proteggere le persone. Ma in maniera flessibile, in modo da consentire l'innovazione e senza impedire lo sviluppo di nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale".

Per il liberale Verhofstadt, lo scandalo di Cambridge Analytica che rivelato la fuga dei dati personali da Facebook pone un problema di etica per la piattaforma e il suo fondator

"Deve chiedersi come verrà ricordato - ha tuonato- come uno dei tre giganti di Internet, insieme a Steve Jobs e Bill Gates, che hanno arricchito il nostro mondo e le nostre società o, invece, come un genio che ha creato un mostro digitale che sta distruggendo le nostre democrazie?".

Cosa ha detto Tajani aprendo i lavori

La decisione di Zuckerberg di presentarsi al Parlamento europeo è stata definita una "vittoria", "segno di rispetto verso il potere legislativo del mercato europeo", da parte di Antonio Tajani, presidente dell'Eurocamera. Prima di passare la parola all'ospite americano, Tajani ha sottolineato che "la democrazia non può essere trasformata in un'operazione di marketing".

"Il 99% dei cittadini europei ha riscontrato notizie totalmente false diffuse dalle piattaforme. L'83% ritiene le fake news una minaccia per la democrazia. Per contrastare questa pericolosa deriva, abbiamo bisogno di buone regole e di piattaforme più responsabili e disposte a collaborare", ha aggiunto Tajani. "I giganti digitali devono rispettare le norme su raccolta e utilizzo dei nostri dati. Fra due giorni entrerà in vigore il nuovo Regolamento europeo sulla Protezione dei Dati Personali. Queste regole all'avanguardia, volute dal nostro Parlamento, prevedono anche pesanti sanzioni contro l'abuso dei nostri dati personali".

REUTERS/Yves Herman

Il discorso iniziale di Zuckerberg

Ecco alcuni dei punti trattati dall'AD di Facebook in apertura dell'incontro - tenutosi a porte chiuse ma trasmesso in diretta anche da euronews. La sua orazione iniziale ha preceduto il giro di domande dei parlamentari europei.

Non sono state citate le elezioni italiane se non in una domanda posta dall'inglese Farage.

  • E' chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per evitare che i nostri strumenti non creassero danni. Ci scusiamo per gli errori commessi, ci vorrà del tempo ma sono impegnato per impedire che si ripeta;

  • Stiamo investigando migliaia di app che hanno avuto accesso a un grande numero di dati degli utenti, ne abbiamo sospese più di 200;

  • Nel 2016 siamo stati troppo lenti nell'individuare le influenze russe nelle elezioni USA, non eravamo abbastanza preparati. Da allora abbiamo investito in maniera significativa;

  • I miglioramenti avranno un impatto significativo sul nostro margine di guadagno ma le app avranno d'ora in poi solamente accesso limitato ai dati degli utenti;

  • Applicazioni inattive per più di tre mesi non avranno più accesso ai profili;

  • Verranno implementate misure "semplici" per revocare il permesso di accesso ai dati concesso dagli utenti alle app;

  • Sarà possibile cancellare la cronologia "di navigazione" dei dati personali su Facebook;

  • Prima delle elezioni in Germania Facebook ha collaborato con le autorità tedesche, prima di quelle francesi sono stati sospesi 30mila account falsi;

  • Verrà raddoppiato il numero di persone impiegate nella sicurezza della piattaforma fino a raggiungere le 20mila unità alla fine del 2018;

  • Siamo molto legati all'Europa: a Dublino c'è il quartier generale internazionale, a Londra la più grande unità non impegnata nello sviluppo tecnologico, a Parigi parte di quella che lavora sull'intelligenza artificiale. Saranno più di 10mila gli europei gli impiegati europei di Facebook alla fine dell'anno.

Alcune delle risposte del fondatore di Facebook alle domande dei Parlamentari

Dopo le scuse e l'appello iniziale di Zuckerberg, i presidenti dell'Europarlamento hanno posto a turno diverse domande al fondatore del più diffuso social network del mondo. Ecco i concetti salienti di alcune dele sue risposte:

  • Contro le fake news Facebook - che non ha il compito né il diritto di stabilire quando una cosa è vera o falsa - vuole lavorare con esperti di fact-checking indipendenti in ciascuna nazione;

  • La nostra priorità è evitare interferenze nelle elezioni come quelle russe durante le presidenziali americane;

  • Svluppiamo sistemi per identificare fake account quando vengono creati. Ne abbiamo sospesi 580 milioni;

  • La tecnologia Facebook è già in grado di identificare il 99% dei contenuti di Isis e al-Qaeda prima che vengano segnalati dagli utenti;

  • Facebook ha uno share del 6% della pubblicità globale;

  • Seguiremo tutte le indicazioni del GDPR, con una conformità del 100%;

  • Facebook ha sempre pagato le tasse in tutti i paesi in cui ha sede la sua attività, investiamo molto in Europa. Abbiamo due data center e ne stiamo costruendo un altro in Danimarca.

Stiamo facendo investimenti significativi, per contribuire anche qui all'innovazione e alla crescita dell'occupazione;

  • Non abbiamo preso e non prenderemo decisioni in merito al ranking dei contenuti in base all'orientamento politico degli stessi;

  • Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, non ci saranno altri episodi di questo genere perché Facebook ha implementato misure per impedire agli sviluppatori di avere accesso ad un livello così profondo di dati personali.

Proteste prima dell'audizione fuori dal Parlamento Europeo

Prima dell'incontro, fuori dal Parlamento europeo di Bruxelles, si è tenuto un sit-in di protesta organizzato da Avaaz con lo slogan "Fix Fakebook", ovvero "aggiusta FakeBook". La decisione di tenere il meeting a porte chiuse ha scatenato proteste (di Verdi e Alleanza Progressista) e rammarico, espresso anche dalla commissaria europea alla giustizia e alla tutela dei consumatori. Vera Jourova.

REUTERS/Francois Lenoir