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In Siria del nord la Turchia stronca velleità curde

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In Siria del nord la Turchia stronca velleità curde

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"I terroristi sono stati sconfitti, Afrin è caduta", sono solo alcuni dei titoli dei giornali turchi dopo la battaglia che ha visto le forze di Ankara imporsi nella città siriana. Erdogan voleva a tutti i costi impedire una zona indipendnente, sotto controllo curdo, al confine con la Turchia anche per stroncare sul nascere qualsiasi velleità di stato autonomo. L’offensiva turca è stata possibile grazie alla tacita approvazione della Russia, che controlla lo spazio aereo di quella parte di Siria. I russi insomma, ad Afrin hanno sacrificato la loro amicizia con i curdi, che era durata per buona parte della guerra siriana.

L'opinione pubblica turca è abbastanza a favore dell'intervento come dimostra questo intervistato: "Ad Afrin erano terroristi e per quanto riguarda la sicurezza dei nostri confin, stavano sconfinando nei nostri territori, portando degli attacchi sanguinosi contro di noi. Queste operazioni erano un atto dovuto seppure sono arrivate un po' tardi".

L’azione turca in Siria potrebbe non essere finita. Da mesi il governo di Recep Tayyip Erdoğan minaccia di volere intervenire anche a Manbij, città 50 chilometri a sud del confine con la Turchia e controllata dalle SDF, le Forze democratiche siriane.

Così un portavoce del partito pro-curdo Hdp: "Chiediamo all'Onu al consiglio europeo, al parlamento europeo, alle forze della coalizione internazionale, ai paesi islamici e a tutta la comunità intenazionale di prendere iniziative affinché termini la tragedia di Afrin e si ottengano concreti risultati per il ritiro di tutte le armi che sono entrate in città".