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Francia: la guerra dei ferrovieri

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Francia: la guerra dei ferrovieri

Francia: la guerra dei ferrovieri
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"Settimane di passione per chi viaggia". È una delle frasi fatte più ripetute in occasione di agitazioni e scioperi. Una frase spesso esagerata. A meno che non vi troviate in Francia, dove i ferrotranvieri hanno deciso di dichiarare guerra al governo, con due giorni di sciopero ogni cinque, a partire dal 3 aprile, fino quando le loro rivendicazioi non verranno ascoltate. Una su tutte, non toccare lo status dei ferrovieri.

Così la ministra dei trasporti Elisabeth Borne: "Il governo non vuol dare dimostrazioni di forza. I sindacati dicono di volere due giorni di sciopero ogni cinque? Io propongo sette giorni su sette di negoziati".

Fra i vantaggi in gioco la garanzia di un impiego a vita delle 35 ore settimanali, dei biglietti gratis per sé e famiglia, visite mediche gratis, 22 domeniche libere e massimo una notte fuori le varie gratifiche e la tredicesima,

Così il segretario della CGT Laurent Brun: "Ci hanno ricevuto come fossimo stati a the voice con la ministra che ogni tanto si degnava di girare la poltrona e ascoltarci. Il goveno non vuole discutere. Noi abbiamo le nostre rivendicazioni, ma non sappiamo nemmeno che cosa verrebbe abolito nella riforma".

In questa lotta vanno di mezzo i cittadini e lavoratori, soprattutto i travet che debbono prendere il treno ogni giorno per andare a lavorare.

Così alcuni utenti: "Un paio di giorni va bene. Recepiamo il messaggio, ma se l'obiettivo è quello di paralizzare il paese questo è egoismo".

"Una volta i treni arrivavano in orario. Oggi io vengo un paio di volte a settimana a Parigi dalla provinncia e spesso siamo in ritardo".