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Parigi, migliaia in piazza contro i tagli al lavoro pubblico

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Parigi, migliaia in piazza contro i tagli al lavoro pubblico

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Parola d'ordine, preservare il sistema sociale. Con questa premessa, decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Parigi proprio nel cinquantennale di quel 22 marzo 1968 che segnò l'inizio del maggio francese. Il bersaglio della protesta era principalmente Emmanuel Macron, che inizia a dar seguito alla sua promessa , chiaramente annunciata in campagna elettorale, di tagliare 120mila posti di lavoro tra i dipendenti pubblici nei prossimi cinque anni. .

"I fondi sono già insufficienti" ha spiegato un giovane infermiere ai microfoni di Euronews. "Se in un reparto vengono a mancare due infermiere, qualcuno dovrà comunque farsi carico del loro lavoro, ma alla fine saranno i pazienti a rimetterci".

"Se non ci battiamo ora - gli fa eco una bidella - saranno i nostri figli a subirne le conseguenze. Personalmente, è soprattutto di loro che mi importa, la mia età è già piuttosto avanzata ma sono ancora giovane e credo che mi faranno andare in pensionamento anticipato. Ma i miei figli ce l'avranno una pensione?"

Ad accendere la miccia delle proteste - che fino a giugno proseguiranno con altri 36 giorni di sciopero annunciati dalle principali sigle sindacali - è stata la riforma del settore ferroviario, che potrebbe finire per cancellare privilegi e diritti acquisiti dei dipendenti di uno dei più grandi Monopoli pubblici del paese: tra i vantaggi in gioco, la garanzia di un impiego a vita, delle 35 ore settimanali, dei biglietti gratis per sé e famiglia, oltre alle visite mediche gratis, alle 22 domeniche libere, gratifiche e tredicesima.

Nel corso della manifestazione, violenti scontri si sono verificati tra la polizia antisommossa e gruppi di manifestanti che avevano distrutto le vetrine di alcune banche nella piazza della bastiglia, dove il corteo dei ferrovieri e quello dei dipendenti pubblici si erano riuniti al grido di "difendiamo il lavoro pubblico".