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Nessuna tregua, l'Europa continua a guadagnare sul commercio d'armi

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Nessuna tregua, l'Europa continua a guadagnare sul commercio d'armi

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"Business as usual"

Così Pieter Wezeman, esperto dell'Istituto Internazionale di Ricerca per la Pace di Stoccolma (Sipri) definisce il commercio d'armi dell'Europa negli ultimi cinque anni (2013-2017) rispetto al lustro precedente (2008-2012), il cui volume effettivo è stimato nell'ultimo rapporto pubblicato oggi.

Russia, un vicino scomodo

"Le relazioni commerciali con la Russia erano in crescita prima del 2014, inclusa la vendita di armi. Ma naturalmente tutto questo è scomparso dopo l'annessione della Crimea e le successive sanzioni UE, incluso l'embargo sulle armi", spiega Pieter Wezeman interrogato da euronews.

Wezeman aggiunge che esiste un "crescente senso di insicurezza in alcuni Paesi vicini della Russia".

In essi, l'istituto Sipri rileva una "crescente domanda di armamenti" rivolta agli Stati europei. I numeri dei trasferimenti sono difficilmente visibili dai dati forniti dall'istituto perché "sia i Paesi che i volumi di armi di cui parliamo sono piccoli". Eppure, assicura Wezeman, si rivolgono agli esportatori europei nel settore.

L'Istituto chiarisce nella sua relazione che la lunga durata dei contratti commerciali di armi non sempre consente di tenere conto degli effetti, ultimi cambiamenti nel mercato per i dati relativi al periodo in esame, ma ci sono già degli effetti riscontrati dai gruppi di studio.

La Turchia, un altro vicino scomodo?

Il "mercato interno dell'Europa per quanto riguarda la vendita di armi" è un mercato importante per tutti gli operatori continentali. La Grecia e la Spagna, ad esempio, sono state particolarmente importanti per la Germania nel periodo 2008-2012".

Tuttavia, la crisi del 2008 ha portato a un calo delle ordinazioni di armi all'interno dell'Unione. Gli effetti sono stati particolarmente marcati in Germania, dove il 29% delle esportazioni di armi si rivolge a clienti europei. Le esportazioni totali del Paese sono diminuite del 14%. La Grecia e la Spagna, che hanno risentito della crisi, hanno ridotto i loro acquisti di armi. La Grecia, il secondo maggiore cliente di armamenti tedeschi - ben il 68% delle importazioni di armi nel periodo 2013-2017 proveniva dalla Germania - ha praticamente interrotto gli acquisti dal 2011 al 2013. La Spagna lo ha fatto in maniera più regolare dal 2008 in avanti.

Il Regno Unito e la Francia, i cui principali clienti non sono europei, hanno visto il loro volume di esportazioni di armi aumentare nel periodo di riferimento rispettivamente del 27% e del 37%. "Anche la Francia non è riuscita, a causa della situazione economica, a vendere le sue armi alla Grecia durante questo periodo e ha dovuto andare altrove", spiega Pieter Wezeman.

Medio Oriente, cliente privilegiato

I principali clienti dei cinque maggiori esportatori di armi in Europa sono l'Arabia Saudita, l'Egitto, gli Emirati Arabi Uniti e l'India. I conflitti in Medio Oriente, incluso quello dello Yemen, hanno alimentato il commercio di armamenti con l'Europa e i volumi delle esportazioni sono aumentati. Ma, come ci ricorda Wezeman, le relazioni commerciali nel settore delle armi tra i principali esportatori e i Paesi del Medio Oriente non sono cosa nuova.

La novità, spiega, è "la crescente avversione da parte della società civile di alcuni Paesi europei, seguita talvolta da atti parlamentari e perfino da decisioni governative, riguardo alla vendita di armi verso Arabia Saudita o Emirati Arabi Uniti". Ma è ancora troppo presto per avere dati certi: la Germania, per esempio, ha preso una decisione in materia solo nel gennaio scorso. Il governo tedesco ha effettivamente annunciato che cesserà tutte le esportazioni di armi verso le parti in guerra nello Yemen.

I principali esportatori europei di armi e i loro clienti in cifre

La Francia e la Germania sono tra i primi cinque esportatori di armi del mondo. Insieme rappresentano il 12,5% delle esportazioni mondiali di armamenti e munizioni. Gli Stati membri della UE, insieme, rappresentano una fetta pari al 27% delle esportazioni totali nel mondo.

I cinque esportatori primari, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, hanno solo 11 acquirenti comuni in un elenco di 116 importatori. Tra essi troviamo l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l'Indonesia, gli Stati Uniti e l'Oman, ma anche Paesi che si collocano in maniera disomogenea tra i 50 maggiori clienti di questi esportatori (Brasile 18, Polonia 20, Thailandia 23, Colombia 27, Pakistan 29 e Giordania 45).

L'Italia, nono esportatore mondiale

L'Italia è passata dal'avere uno share del 2.4% nel Mondo nel quinquennio 2008-2012 ad avere il 2.5% del periodo 2013-2017: una crescita percentuale relativa solamente al nostro Paese del 13%.

SIPRI stima che siamo il nono esportatore a livello mondiale dietro USA, Russia, Francia, Germania, Cina, UK, Spagna e Israele.

Evoluzione delle esportazioni dal 2008 al 2012

Legenda: aumento o diminuzione percentuale delle esportazioni tra il 2008-2012 e il 2013-2017;
Principali clienti e percentuale delle esportazioni verso questo cliente;
Quota delle esportazioni totali a livello mondiale.

↗ Francia +27%

......................... Egitto 25%

......... Cina 8,6%

........ India 8,5%

6,7%

↘ Germania -14%

.............. Corea del Sud 14%

........... Grecia 11%

......... Israele 8,7%

5,8%

↗ Regno Unito +37%

................................................. Arabia Saudita 49%

.............. Oman 14%

.......... Indonesia 9,9%

4,8%

↗ Spagna +12%

.................................. Australia 34%

.............. Turchia 14%

........ Arabia Saudita 8,3%

2,9%

↗ Italia +13%

............ Emirati Arabi Uniti 12%

.......... Turchia 10%

.......... Algeria 9,9%

2,5%

↗ Paesi Bassi +14%

............... Giordania 15%

............... Indonesia 15%

........... Stati Uniti 11%

2,1%

↘ Svizzera -11%

.................... Arabia Saudita 20%

................. Cina 17%

........... Stati Uniti 11%

0,9%

↘ Svezia -53%

................. Emirati Arabi Uniti 17%

................ Thailandia 16%

............. Arabia Saudita 13%

0,9%

↗ Norvegia +14%

............................. Finlandia 29%

....................... Oman 23%

.................. Stati Uniti 18%

0,6%

↗↗ Repubblica Ceca +467%

............................................ Iraq 44%

................... Stati Uniti 19%

........... Vietnam 11%

0,3%

↘ Finlandia -5,7%

........................................................... Polonia 59%

........... Svezia 11%

...... Arabia Saudita 5,8%

0,2%

↗ Portogallo +74%

.......................................................................................... Romania 90%

....... Belgio 7,1%

... Uruguay 2,8%

0,2%