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Un algoritmo per mettere fine alle polemiche sul numero di manifestanti in piazza

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Un algoritmo per mettere fine alle polemiche sul numero di manifestanti in piazza

Un algoritmo per mettere fine alle polemiche sul numero di manifestanti in piazza
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REUTERS/Albert Gea
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Come scriveva Il Post, in Italia, le polemiche sul reale numero dei partecipanti alle manifestazioni di piazza sono un teatrino al quale non è possibile sottrarsi. "La storia si ripropone ogni volta che c’è da quantificare la partecipazione a una manifestazione, ed è talmente vecchia che la formula secondo la questura ha scavalcato il confine della cronaca politica ed è entrata nel lessico quotidiano, utilizzata tutte le volte che si vuole alludere all’azione di minimizzare qualcosa per la quale invece si rivendicano superiori attenzioni.

All'estero le cose non vanno diversamente - si pensi al discorso inaugurale del Presidente USA, Trump.

In Spagna, quasi un milione di persone sono scese in piazza lo scorso 11 settembre per rivendicare l'indipendenza della Catalogna. Almeno secondo la Guardia Urbana di Barcellona. Tuttavia, per la delegazione del governo spagnolo, hanno partecipato all'adunata meno della metà delle persone, 350mila. L'associazione anti-indipendenza della società civile catalana ne ha contati ancor meno, 225mila.

Una nuova tecnologia presentata questa settimana al Mobile World Congress (MWC) promette però di porre fine a questa infinita danza dei numeri. "Non dovremo mai più discutere di quante persone hanno partecipato ad una dimostrazione", ha detto il segretario delle telecomunicazioni della Generalitat, Jordi Puigneró.

Algoritmi che imparano a contare

Si tratta di una nuova tecnica basata su degli algoritmi che permettono di contare il numero di persone all'interno di assembramenti da 100 fino a 10.000 persone. Funziona sia con immagini statiche come fotografie che con video con un margine di errore compreso tra il 10 e il 20% - il più basso finora raggiunto.

Il responsabile del progetto, Joost van de Weijer, ha spiegato a euronews che il problema della stima durante le manifestazioni è che non tutti entrano in un'unica immagine. A ciò si aggiungono altri problemi scientifici, come la distorsione o l'illuminazione irregolare delle immagini.

Per risolvere questi inconvenienti, propone un metodo basato sull' "addestramento" di algoritmi in grado di imparare ad ottimizzare il conteggio delle "teste".

"Funziona così - dice van de Weijer - se l'algoritmo conta il numero di persone in un'immagine, e poi conta il numero di persone di una qualsiasi immagine ritagliata dalla foto di partenza (cioè qualsiasi immagine secondaria più piccola rispetto all'originale), il numero di persone nell'immagine più piccola dovrà essere minore rispetto a quello dell'immagine più grande".

"Come tale, è un passo in più verso una stima oggettiva del numero di persone presenti anche se non si tratta certamente di quello definitivo", aggiunge van de Weijer.

Il progetto, sviluppato dal Computer Vision Center dell'Universitat Autònoma de Barcelona e dall'Università di Firenze, sarà presentato ufficialmente a Salt Lake City, nello Utah, il prossimo giugno durante la conferenza di settore CVPR, Computer Vision and Pattern Recognition 2018.

Barcellona, 16 febbraio 2018. REUTERS/Albert Gea

Ma vogliamo davvero sapere quanta gente ha partecipato?

Nel 2012 ha chiuso i battenti Lynce, un'azienda spagnola specializzata nella stima di grandi agglomerati di persone che basava la sua tecnica sul conteggio delle persone con fotografie aeree. "La domanda non è stata sufficiente per rendere redditizia l'impresa", ha spiegato l'azienda all'agenzia spagnola EFE.

Fondata nel 2009, ha raggiunto il suo climax nell'11 luglio 2010 durante una protesta a Barcellona contro i tagli apportati dalla Corte costituzionale allo Statuto della Catalogna. La Guardia urbana di Barcellona stimò i partecipanti in un milione di persone, ma Lynce abbassò la cifra a 56.000.

"Volevamo ribellarci sia contro la disinformazione interessata, che si inventa cifre da fantascienza, sia contro il peccato professionale di quei giornalisti che non si chiedono: "Come può un milione di persone stare in quella superficie?", scrisse l'allora Juan Manuel Gutiérrez, direttore di Lynce, nel suo messaggio di addio.