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Il futuro della Spagna in mano ai catalani

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Il futuro della Spagna in mano ai catalani

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E' arrivato il grande giorno in Catalogna, quello delle elezioni. Cinque milioni e mezzo di elettori sono chiamati a votare, per sciogliere la battaglia tra indipendentisti e unionisti.

"Sono di Valencia e ho origini tedesche. Vivo a Barcellona da un anno e mezzo e penso di avere il diritto di votare. Non so se resterò in Catalogna, ma credo comunque che sia importante partecipare a queste elezioni", spiega un giovane alla nostra inviata speciale, Cristina Giner, che gli chiede: "Cosa si aspetta?"

"Voglio l'unità. Penso che siamo più forti uniti, siamo tutti europei", risponde il ragazzo.

Cristina Giner, euronews: ''Pensa che le elezioni siano importanti?"

"Certo, altrimenti torniamo al franchismo puro e duro", risponde un altro catalano.

Cristina Giner, euronews: "Cosa vorrebbe lei?".** "L'independenza. Nient'altro, o la democrazia o il regime".

"Tutto è molto complicato. Vuole sapere cosa vorrei davvero? Vorrei che la Spagna restasse unita. Non sono né fascista né indipendentista. Sono membro del partito animalista, ma anche patriota, amo la mia Spagna", dichiara una signora in coda per andare a votare.

"Ho grandi speranze, spero che potremo cambiare la tendenza e soprattutto spero che questa regione autonoma continui a essere economicamente forte, avanzata. Voglio che ci lascino in pace, vogliamo tornare alla normalità, vogliamo tornare a lavorare e ristabilire la coesistenza sociale", spiega un uomo ai microfoni di euronews.  Cristina Giner, euronews: "Quello che c'è in gioco con queste elezioni non è solo il futuro della Catalogna, ma anche della Spagna. Queste sono elezioni insolite, tenute per la prima volta in un giorno feriale. Ci si aspetta una grande affluenza".