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Pacchetto "Energia pulita": Ue divisa sulle rinnovabili

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Pacchetto "Energia pulita": Ue divisa sulle rinnovabili

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“Vogliamo energia pulita”. Con questo appello sono stati accolti a Bruxelles i ministri dell’energia dei 28, che devono trovare un accordo sul pacchetto legislativo proposto dalla Commissione un anno fa per raggiungere gli obiettivi definiti dall’Accordo di Parigi sul clima.

Le ong temono che alcuni Stati membri possano ostacolare gli sforzi dell’esecutivo europeo verso un’Europa più verde, sforzi che peraltro ritengono minimi. Tara Connelly di Greenpeace spiega: “Penso che molte compagnie in Europa sappiano, in fondo, che prima o poi dovranno passare alle energie rinnovabili, vogliono farlo ma non così in fretta. Alcune potrebbero accettare di farlo fra 30 o 40’anni, ma non vogliono farlo ora, ed è questo che sta frenando molti ministri europei”.


Gli Stati membri sono divisi: per alcuni l’obiettivo della Commissione di ricavare il 27 per cento dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2030 è troppo ambizioso. Spagna, Regno Unito e paesi dell’Est frenano, mentre Germania, Francia e paesi nordici spingono in avanti. Per la sottosegretaria francese all’ecologia Brune Poirson, “L’importante è fissare tre tappe chiave, ed è quello che difenderemo, in modo da raggiungere quegli obiettivi. Allo stesso modo, per quanto riguarda le sovvenzioni, non vogliamo che il contribuente europeo alla fine si ritrovi a finanziare indirettamente delle centrali grandi produttrici di emissioni di CO2”

Una volta raggiunto l’accordo, partiranno i negoziati con il Parlamento europeo, le cui posizioni sono più in linea con quelle degli ambientalisti. Il dibattito in plenaria sarà lanciato a gennaio.