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Lesbo: la ginecologa delle rifugiate

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Lesbo: la ginecologa delle rifugiate

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"La nostra dottoressa": così le rifugiate del campo di Moria chiamano Erminia Dalakli, una ginecologa di origini italiane dell'ospedale di Mitilene, a Lesbo. Erminia è arrivata sull'isola nel 1982 e come volontaria lavora al campo profughi di Kara Tepe dove ha allestito un'infermeria assieme alla Ong "Doctors of the World". Ogni martedì pomeriggio incontra le rifugiate.

"Innanzitutto cerco di evitare un coinvolgimento emotivo" racconta Erminia. "Cerco di non farmi influenzare dalle storie personali delle rifugiate. Se mi lasciassi travolgere da quelle storie tragiche senz'altro diventerei emotiva. Se cominciassi a piangere sarebbe molto difficile smetterla".

Erminia Dalakli è stata volontaria anche nel campo di Moria che può ospitare 2300 rifugiati ma ne accoglie oltre 5000. Lì le condizioni di vita sono insostenibili. Erminia non dimenticherà mai quell'esperienza, ci dice. "A Moria sono arrivate dalla Turchia molte donne all'ultimo mese di gravidanza. Non avevano il coraggio di guardarci negli occhi. Quando esaminavo le donne che avevano partorito spesso chiedevo loro perché avevano avuto un parto cesareo. Mi rispondevano che non c'era stato tempo, che le bombe cadevano sull'ospedale. Questa è la cosa più orribile che abbia mai sentito. Qualcosa che non vorrei sentire mai più nella mia vita".

"Negli ultimi quattro mesi all'ospedale di Mitilene hanno partorito una settantina di rifugiate" dice l'inviato di euronews Apostolos Staikos. "Molte di loro sono arrivate in stato avanzato di gravidanza senza aver mai fatto una visita ginecologica. Il programma di cura prenatale ha salvato le vite di molte mamme e dei loro neonati".