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Austria: l'estrema destra si sdogana con i fiori

Una stella alpina all'occhiello, al posto del fiordaliso. L'Fpö abbandona il fiore simbolo dei filo-nazisti e inizia il restyling in vista dell'entrata al governo

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Austria: l'estrema destra si sdogana con i fiori

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Via il fiordaliso, ecco la stella alpina: l’ultradestra austriaca parla coi fiori


Una rosellina all’occhiello per i Popolari di Sebastian Kurz, ma soprattutto una stella alpina al posto di un fiordaliso per l’estrema destra con cui presto siederanno probabilmente al governo. In Austria, alla prima seduta del nuovo Parlamento, sdoganamento e normalizzazione politica passano anche per il linguaggio dei fiori.


Nella foto di famiglia twittata dall’estrema destra dell’Fpö, i 51 deputati che lo rappresenteranno in Parlamento sfoggiano la stella alpina all’occhiello

La diplomazia dei fiori riecheggia nel messaggio di Kurz: “Necessario rivedere la strategia di comunicazione”


La scelta di dismettere il tradizionale fiordaliso, negli anni ’30 simbolo dei filo-nazisti, da parte del Partito della libertà che fu di Haider sembra una strizzatina d’occhio ai conservatori di Kurz, che nel suo discorso ribadisce peraltro proprio la necessità di rivedere le strategie di comunicazione. “Una nuova legislatura è anche un’occasione per un nuovo inizio – ha detto -. E se si guarda alle recenti elezioni, ma anche allo scorso anno, è certo che alcune cose devono assolutamente cambiare”.

“Il fascimo veste mille colori”: i manifestanti non credono alla svolta della stella alpina


Se i socialdemocratici restano fedeli al loro garofano rosso, la “svolta della stella alpina” assume nella spiegazione del leader dell’ultradestra, in predicato per la poltrona di vice-cancelliere, i toni di una mano tesa al futuro premier. “Abbiamo scelto questo fiore perché è un simbolo di amore e coraggio – ha detto Heinz-Christian Strache -. È il momento di colmare i fossati e di costruire ponti”. Parole e simbologie, che a molti però non bastano: “Il fascismo veste tanti colori”, la replica scandita da circa 200 manifestanti all’esterno del Parlamento.