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Il "silenzio assordante" delle celebrazioni per la rivoluzione russa, 100 anni dopo

Commemorazioni in tono dimesso nella Russia di Putin per evitare di esaltare eccessivamente un tipo di cambiamento di regime traumatico e violento. La timeline dei giorni che sconvolsero il mondo, un secolo fa

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Il "silenzio assordante" delle celebrazioni per la rivoluzione russa, 100 anni dopo

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Il Partito Comunista russo sfila in parata a Mosca per celebrare i 100 anni della Rivoluzione d’Ottobre, uno dei più importanti terremoti politici del XX secolo. Ma i festeggiamenti saranno nel complesso di basso profilo a causa della paura del Cremlino di glorificare eccessivamente un cambiamento di regime ottenuto attraverso la forza, scrive l’agenzia AFP.

L’anniversario della Rivoluzione è sempre stato celebrato con grande sfarzo durante il periodo sovietico con la grande sfilata nella Piazza Rossa del 7 novembre. Ma al giorno d’oggi il programma ufficiale si compone prevalentemente di esposizioni e dibattiti tra esperti. La parata nello spiazzo più famoso di Mosca è piuttosto una ricostruzione in divisa d’epoca della sfilata del 1941, all’epoca della battaglia di Mosca in piena seconda Guerra Mondiale, quando i soldati si recavano direttamente al fronte dalla Piazza Rossa.

Le rare commemorazioni che coinvolgono il grande pubblico danno piuttosto un’opportunità alle autorità di sottolineare l’importanza dell’unità nazionale e della riconciliazione. Si evitano di toccare le questioni più delicate. Il Presidente Vladimir Putin tratterà il 7 novembre come qualsiasi altro giorno lavorativo, ha dichiarato il suo portavoce Dmitry Peskov.

Il partito comunista, che rimane il più grande partito di opposizione del parlamento russo, si ritroverà nei pressi di una statua di Karl Marx non lontano dal Cremlino, ma l’evento non dovrebbe coinvolgere più di 5mila partecipanti. Il movimento nazionalista Altra Russia, dello scrittore Eduard Limonov, ha pianificato una manifestazione moscovita autorizzata dalle autorità. Circa 20 dei suoi sostenitori erano stati arrestati lunedì dalla polizia a San Pietroburgo.
Pochissimi i giornali russi che hanno scelto di titolare sull’anniversario della Rivoluzione di martedì. “Grande festa o grande tragedia?” si è chiesto il popolare tabloid Komsomolskaya Pravda.

Il Presidente non si espone troppo
Vladimir Putin ha finora evitato con attenzione la maggior parte degli eventi organizzati per il centenario, tra cui uno spettacolo di luci 3D proiettato questo fine settimana sulla facciata del Palazzo d’Inverno nella sua città natale, San Pietroburgo. Uno degli unici eventi connessi alle commemorazioni a cui Putin ha partecipato è stata l’apertura di una nuova chiesa a Mosca, che egli ha definito “profondamente simbolica”. Alla fine di ottobre Putin ha anche inaugurato un memoriale per le vittime della repressione politica, affermando di voler “tracciare una linea” sulle divisioni del passato.

La Rivoluzione è “parte integrante e complessa della nostra storia”, che deve essere “trattata con obiettività e rispetto”, ha dichiarato di recente Putin che da sempre oscilla, a livello ideologico, tra la Russia zarista, di cui vanta la stabilità e l’esaltazione dei valori tradizionali, e quella sovietica, di cui è figlio. Il comitato creato per commemorare il centenario della Rivoluzione d’Ottobre riflette la sua prudenza sulla questione. Al suo interno vi si trovano personalità indipendenti e critiche, ministri e leader della Chiesa ortodossa, ma nessun membro dell’ attuale partito comunista o monarchico.

Una lezione chiara e un silenzio assordante
Per il Cremlino, la commemorazione della Rivoluzione deve essere usata per “imparare dal passato”. E la “lezione” è chiara: cercare di proteggersi da qualsiasi tendenza sovversiva, che mira a sfidare il governo in strada, soprattutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del marzo 2018 in cui Putin cerca la riconferma per il quarto mandato. La minima forma di contestazione viene immediatamente demonizzata dal governo, che vede in ogni protesta sociale o politica l’agire dietro le quinte di forze “non patriottiche” più o meno legate a potenze straniere. Durante il fine settimana, la polizia russa ha arrestato centinaia di manifestanti anti-Putin scesi in piazza in risposta alla chiamata di un suo avversario radicale in esilio, nonché decine di membri di piccoli gruppi nazionalisti. Per gran parte dei russi, il centenario della Rivoluzione potrebbe dunque passare quasi inosservato. Secondo uno studio commissionato dal partito comunista, il 58% della popolazione non è nemmeno a conoscenza delle commemorazioni. “Il paese che un tempo ha definito le linee guida della sua stessa esistenza nella rivoluzione di Ottobre, ne osserva ora il centenario in un silenzio assordante”, riassume lo storico Ivan Kourilla sul giornale Vedomosti.