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Dove sono finiti i miliardi di euro di interessi della Grecia?

Si tratta di 7.8 miliardi di euro tra il 2012 e il 2016, euronews ha calcolato una somma di 1.3 miliardi di euro per l'Italia

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Dove sono finiti i miliardi di euro di interessi della Grecia?

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Il piano di salvataggio della Grecia messo a punto da Commissione Europea, BCE, FMI ha evitato il fallimento della Repubblica Ellenica. Parte dell’accordo prevedeva l’applicazione del SMP, Securities Market Programme, ovvero il programma messo in piedi dalla Banca Centrale Europea nel biennio 2010-2012 che ha previsto l’acquisto di titoli per oltre 200 miliardi (di cui la metà italiani ma anche spagnoli, greci, portoghesi e irlandesi) per frenare l’aumento dello spread dei paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano.

Le bance centrali dei paesi dell’eurozona misero a disposizione 27 miliardi di euro per acquistare debito greco sul mercato secondario ed evitare che il paese precipitasse nel default finanziario. Cinque anni dopo, sono stati rivelati gli interessi netti ottenuti dai quei titoli greci comprati nell’ambito del programma di acquisto SMP, ed essi ammontano a 7.838 miliardi. Lo ha reso noto il presidente della Bce Mario Draghi in una lettera all’eurodeputato greco Nikolaos Chountis.

Come previsto dallo Statuto della Bce, questa somma è ora messa in comune all’interno dell’eurosistema, insieme a tutti gli altri ricavi monetari, per essere poi redistribuita tra le banche centrali nazionali a seconda della loro partecipazione al capitale della Bce. Ricevuto l’ammontare, i governi avrebbero dovuto, idealmente, restituirlo alla Grecia. Ma che fine hanno fatto quindi questi soldi? Quanti ne ha ricevuti l’Italia?

Opacità
euronews ha chiesto alla Banca Centrale Europea di chiarire come questa somma sia stata ripartita tra gli stati membri dell’eurozona. Invano. “Per motivi legali, gli Stati membri non possono dichiarare gli importi specifici trasferiti dalle banche centrali nazionali in Grecia”, afferma una fonte europea.

Abbiamo allora fatto la stessa domanda a diverse banche centrali nazionali (Bcn). Impossibile saperne di più in Irlanda, Grecia e da Roma. La Banca d’Italia scrive: “L’ammontare di 7,8 miliardi riportato nella lettera non si riferisce a somme redistribuite dalla BCE alle BCN, ma ai redditi percepiti dalle BCN sul solo portafoglio SMP e ripartiti fra le stesse in sede di redistribuzione del reddito monetario in base alle rispettive capital key. Come spiegato dalla BCE, l’impegno di restituzione alla Grecia è in capo ai Governi e non alle BCN. I dati non sono pubblici.”

In Spagna, per esempio, il Banco de España che avrebbe dovuto ricevere, secondo i calcoli, intorno ai 980milioni di euro, ha risposto che non può riferire nessun dettaglio “sulla redistribuzione dei redditi generati dal programma di acquisto di obbligazioni del governo greco, la ripartizione non è pubblica” secondo le normative vigenti. In Lussemburgo, la stampa ha fatto i propri calcoli mentre oltralpe il Banque de France ha rimandato a un documento della Corte dei Conti che ha permesso di vederci più chiaro.

Chi ha percepito quanto
Secondo i nostri calcoli, è la Bundesbank, la Banca centrale tedesca, che ha maggiormente beneficiato di questi interessi con circa 2 miliardi di euro di interesse. Logico: si tratta dell’azionista più grande della Banca Centrale Europea. Quindi, sul podio, arrivano le banche centrali della Francia (con quasi 1.578 miliardi di euro) e l’Italia (quasi 1.370 miliardi di euro). A titolo di confronto, Malta, lo stato più piccolo della zona euro, riferisce di aver ricevuto 7,21 milioni di euro. Tuttavia, la stampa tedesca scrive, citando fonti vicine al governo, che la cifra è sensibilmente minore, ovvero 1.34 miliardi di euro.

Da dove provengono questi interessi?
Si tratta di ricavi provenienti da titoli greci acquistati dalle banche centrali nazionali dell’Eurosistema nell’ambito del programma di mercato dei titoli (SMP). Questi acquisti hanno permesso di acquistare il debito pubblico sui mercati secondari “in modo da impedire un eccessivo aumento dei tassi di interesse degli Stati membri dell’area dell’euro colpiti dalla crisi del debito pubblico”, ricorda la Corte dei conti francese.

Soldi per la Grecia
Secondo un accordo raggiunto tra i creditori greci nel 2012, gli Stati membri della zona euro che hanno acquistato obbligazioni greche si sono impegnati a rimborsare gli interessi guadagnati alla stessa Banca centrale greca. Ma cinque anni dopo di questo non vi è (quasi) traccia. La Corte dei conti francese ne ricorda i motivi.

In seguito alla decisione di Tsipras e delle autorità greche di respingere, nel giugno 2015, il piano di riforma proposto dai suoi creditori in cambio del rilascio dell’ultima rata di aiuti, l’“Eurogruppo (composto dai ministri delle finanze dei paesi della zona euro euro) ha deciso di sospendere il trasferimento in Grecia dei ricavi dei portafogli PMT e ANFA”. In altre parole, solo una parte dell’interesse è stata effettivamente restituita. Secondo Pierre Moscovici, il commissario europeo per gli affari economici e monetari, “4,3 miliardi di euro” sarebbero stati veramente ridistribuiti dal 2012. Ma secondo gli eurodeputati greci della sinistra radicale, mancherebbero all’appello ancora 6.2 miliardi di euro (cumulando gli interessi guadagnati nell’ambito del programma SMP e quelli del programma ANFA

Quindi chi ha restituito i soldi e chi non ha fatto?
Anche qui, il segreto bancario rimane gelosamente custodito. Secondo le nostre informazioni, la Banque de France e la Banque du Luxembourg hanno erogato gli interessi guadagnati. Quanto a sapere se l’interesse poi è stato restituito alla Grecia, il ministro francese dell’economia non ha risposto alle nostre domande. In Germania, la stampa indica che dopo il 2015 gli interessi (tedeschi) sono rimasti sul territorio tedesco. L’unica certezza è che molti azionisti statali della BCE non hanno pagato la loro parte di interesse ad Atene. Un “tipo di punizione” accoppiato con “un mezzo di pressione”, dice Christopher Dembik, responsabile della ricerca macroeconomica a Saxo Bank.

Perdite e profitti
Secondo un economista di un importante istituto finanziario, gli importi non restituiti sarebbero depositati sui conti di proprietà di ciascuna delle banche centrali nazionali in attesa di giorni migliori, ma soprattutto in attesa che la Grecia rispetti i propri impegni nei confronti dei suoi creditori. Ma la Corte dei conti francese suggerisce che “l’assenza del pagamento alla Grecia degli importi dovuti per il 2015 e il 2016” sarebbe “definitiva”. In ogni caso, se la Grecia riuscisse a recuperare i 7.8 miliardi che le sono dovuti per intero, “questo denaro servirà probabilmente a pagare le nuove scadenze del suo debito”, ha detto Christopher Dembik.

Ci vediamo nel 2018
La promessa di restituire l’interesse ricevuto dai paesi della zona euro per la Grecia potrebbe tornare al centro della scena nella seconda metà del 2018, quando terminerà il terzo nel piano di aiuti ad Atene. Recentemente, l’Eurogruppo ha indicato di aver ripreso i negoziati che potrebbero finire nei prossimi mesi … o no.