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Caporetto fu una "vittoria"

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Di Paolo Alberto Valenti
Caporetto fu una "vittoria"

<p>La battaglia di Caporetto o dodicesima battaglia dell’Isonzo (in tedesco Schlacht von Karfreit, o zwölfte Isonzoschlacht), venne combattuta sulle Alpi orientali durante la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=8AWUT-JzO8o">prima guerra mondiale</a> tra il Regio Esercito italiano e le forze austro-ungarico- tedesche.</p> <p>Lo scontro, cominciato nella notte del 24 ottobre 1917, rappresenta la più cocente disfatta nella storia dell’esercito italiano. Il termine Caporetto viene utilizzato come sinonimo di sconfitta totale. </p> <p>L’attacco era stato previsto dal comando italiano, ma i vertici militari ne avevano sottovalutato portata. Le resistenze si rivelarono subito vane. In poco tempo il ripiegamento si fece ritirata e la ritirata divenne disfatta che produsse oltre diecimila morti, trentamila feriti e quasi trecentomila soldati caduti in mano al nemico.</p> <p>Fra i <a href="http://it.euronews.com/2015/05/22/momenti-di-vita-di-francesco-ronco-edizioni-helicon-arezzo">libri</a> che in questi ultimi anni hanno ricordato la grande guerra spicca la riedizione di un testo che lo scrittore umbro Giuseppe <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-prezzolini/">Prezzolini</a> poté pubblicare solo a guerra finita per la feroce critica che lancio’ contro l’insieme della classe politica e dirigente italiana: <a href="http://storiaeletteratura.it/dopo-caporetto-%E2%88%BE-vittorio-veneto/">Dopo Caporetto – Vittorio Veneto</a> </p> <p>Oggi la cittadina di Kobarid, cioè l’ex italiana Caporetto, nel suo <a href="https://www.kobariski-muzej.si/ita/">Museo</a> della guerra intona non solo un inno alla pace ma anche all’umiltà. Non a caso i vincitori di Caporetto persero la guerra e Prezzoni nel suo testo scrisse cosi’ :«Se volessi esprimermi paradossalmente, direi che Caporetto è stata una vittoria, e Vittorio Veneto una sconfitta per l’Italia. Senza paradossi si può dire che Caporetto ci ha fatto bene e Vittorio Veneto del male; che Caporetto ci ha innalzati e Vittorio Veneto ci ha abbassati, perché ci si fa grandi resistendo ad una sventura ed espiando le proprie colpe, e si diventa invece piccoli gonfiandosi con le menzogne e facendo risorgere i cattivi istinti per il fatto di vincere».</p> <p>Nello sviluppo di questa tesi paradossale è da ricercare il significato dei due reportages su Caporetto e Vittorio Veneto del capitano del Regio Esercito Giuseppe Prezzolini. Concepiti, scritti e pubblicati immediatamente dopo le due battaglie, nello spirito anticonformista della «Voce», essi intesero essere – nell’esser racconto di guerra – guerra essi stessi alla retorica nazionale.</p> <p><iframe width="630" height="500" src="http://www.grandeguerra.rai.it/embed/giuseppe-prezzolini-dopo-caporetto/23451/default.aspx" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>