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Juncker rivela il suo piano per fare ripartire l'UE

Nel suo discorso il presidente della Commissione europea punta su una maggiore inteGRazione economica e sociale e dice sÌ ad un ministro dell'eurozona

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Juncker rivela il suo piano per fare ripartire l'UE

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Duro sul fronte politico ma aperto su quello istituzionale, il presidente della Commissione europea tenta di rimettere insieme i pezzi di un’Europa stordita dalla Brexit. Nel programma presentato mercoledì agli eurodeputati, Juncker ha insistito sull’ unione bancaria e sulla trasparenza nel commercio internazionale, mentre ha invitato a includere Romania e la Bulgaria nello spazio Schenghen. Non ha risparmiato moniti, invece, per Polonia e Ungheria accusate di non rispettare il diritto europeo.
“Essere parte di un’unione basata sullo stato di diritto – ha tuonato- include l’accettazione ed il rispetto delle decisioni giudiziarie difinitive”.


Sull’immigrazione Juncker ha ringraziato l’Italia per aver gestito l’emergenza sbarchi e annuncia un nuovo piano della Commissione per i rimpatriare i migranti economici.
“Alla fine del mese la commissione presenterà una nuova serie di proposte sui rimpatri, la solidarietà con il Nord Africa e l’apertura di canali di immigrazione legale. Vorrei ribadire che coloro che non hanno il diritto di rimanere in Europa devono essere rinviati verso i loro paesi d’origine”.


L’idea di creare un ministro europeo l’economia sembra sedurre il politico lussemburghese, che pero ritiene sia una carica da attribuire al commissario europeo per gli affari economici e finanziari. “Il ministro europeo dell’economia e della finanza – ha spiegato- dovrebbe coordinare tutti gli strumenti finanziari a disposizione dell’UE e che devono essere attivati quando uno Stato membro è in recessione o si trova di fronte a una forte crisi”.
Grande assente dell’atteso discorso: la Brexit. Sulla decisione del Regno unito di lasciare l’Unione europea Juncker ha commentato secco: “ Dobbiamo rispettare la volontà del popolo britannico ma dobbiamo avanzare. La Brexit non è il futuro dell’Europa”.