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Iran 2017, l'eterna sfida tra fondamentalisti e riformisti

In corsa per le elezioni del 19 maggio l'attuale presidente Rouhani e Raissi. Il ritorno di Ahmadinejad

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Iran 2017, l'eterna sfida tra fondamentalisti e riformisti

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La registrazione dei candidati per le elezioni presidenziali in Iran, previste il prossimo 19 maggio, è terminata. Cinque giorni durante i quali si sono registrate oltre 1600 persone le cui candidature verranno vagliate dal Consiglio dei Guardiani, incaricato di garantire la compatibilità delle leggi alla costituzione e all’Islam. L’elenco definitivo verrà pubblicato il prossimo 27 aprile. La campagna elettorale inizierà il giorno dopo e proseguirà fino al 17 maggio, due giorni prima del voto. L’attuale presidente Rouhani, ha atteso l’ultimo giorno per candidarsi ad un secondo mandato. “Dal momento della mia nuova candidatura – ha detto Rouhani – voglio che il mantenimento dell’accordo sul nucleare sia sempre uno dei più importanti obiettivi della nazione iraniana, sia in tema di politica interna che di politica economica. Sappiate che i miei avversari politici che vorrebbero, una volta diventati presidente, eliminare questo accordo, non possono essere eletti come custodi di questo Paese, l’accordo sul nucleare va assolutamente preservato”.

Insomma, in Iran si preannuncia battaglia all’ultimo voto tra riformisti e fondamentalisti. Tra questi prende corpo la candidatura di Ebrahim Raissi come principale rivale di Rouhani. Raissi nel suo primo discorso ha fatto sapere che andrà a fare campagna nelle moschee ed ha denunciato le condizioni di vita in Iran. “Molta gente mi chiede perchè si ritrova senza un lavoro – dice Raissi – mi raccontano delle loro preoccupazioni per il lavoro che non c‘è, per le aziende, i loro affari e la loro prosperità”.

In corsa anche Mohammad Bagher Ghalibaf, il sindaco di Teheran, ma il vero a volte ritornano è quello di Mahmoud Ahmadinejad. La sua candidatura, però, deve essere approvata dal Consiglio dei Guardiani sulla cui decisione potrebbe pesare il parere della Guida Suprema della Rivoluzione, l’ayatollah Ali Khamenei, che lo scorso anno chiese all’ex presidente di non candidarsi

Il commento di Javad Montazeri di Euronews
“Le elezioni presidenziali in Iran rappresentano un nuovo scontro tra due grandi correnti politiche, i riformisti ed i fondamentalisti. I candidati che si sono registrati attenderanno adesso l’approvazione del Consiglio Dei Guardiani e non sono escluse sorprese. In passato ci sono state molte figure di spicco respinte che non hanno potuto partecipare alle elezioni”.