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La scelta dell'Armenia: intervista al presidente Sargsyan


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La scelta dell'Armenia: intervista al presidente Sargsyan

Stretta tra Europa e Russia, l’Armenia cerca di trovare un suo equilibrio. Questa settimana il presidente armeno Serzh Sargsyan si è recato a Bruxelles per concludere i negoziati sul nuovo accordo di partenariato con l’Unione Europea.

Nel novembre 2013, in occasione del vertice del partenariato orientale a Vinius, sia l’ Armenia che l’Ucraina erano sul punto di firmare degli accordi di associazione e di libero scambio con l’Unione europea. Ma entrambi i tentativi fallirono. Da li ebbero inizio le proteste in piazza Maidan a Kiev ed anche a Yerevan. Nel 2015 gli armeni manifestarono per diversi mesi contro le tariffe energetiche e per chiedere le dimissioni del presidente Sargsyan. Le proteste culminarono nel 2016 con la crisi degli ostaggi.

Il nuovo accordo arriva due anni dopo la controversa adesione dell’Armenia al blocco commerciale guidato dalla Russia. Inaspettatamente, nel settembre 2013 Sarkisian annuncio’ la decisione di aderire all’Unione doganale. Più tardi, nel 2015 l’ Armenia entro’ nell’Unione economica eurasiatica, una mossa che è stata attribuita alla forte pressione da parte di Mosca.

La Russia mantiene infatti la sua presenza militare in Armenia tra cui l’implementazione di sistemi missilistici Iskander.
Una presenza che dovrebbe rassicurare gli armeni, viste le tensioni che persistono con l’Azerbaigian per il conteso territorio del Nagorno-Karabakh.

Il 2 aprile 2017 nel Paese si terranno le elezioni parlamentari che seguono il referendum costituzionale nel 2015. Grazie alle riforme del sistema di governo l’Armenia diventerà una repubblica parlamentare.

Il presidente Sargsyan ha parlato con il nostro corrispondente a Bruxelles Andrei Beketov sul futuro delle relazioni tra l’UE e l’Armenia.

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