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Elezioni in Irlanda del Nord

Le consultazioni del 2 marzo sono le più importanti dagli accordi di pace del 1998

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Elezioni in Irlanda del Nord

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L’Irlanda del Nord al voto questo giovedì. Le elezioni del 2 marzo sono di cruciale importanza per la provincia britannica che conta 1,8 milioni di abitanti, in questa fase che vede Londra negoziare la brexit con l’Unione europea.

All’inizio dell’anno, il governo autonomo di Belfast, che vede seduti insieme gli unionisti del (Dup) Partito democratico unionista e i nazionalisti dello Sinn Finn è caduto in seguito alle dimissioni del vice governatore Martin McGuinness.

Sullo sfondo uno scandalo sui sussidi per le energie alternative che vedeva coinvolto il Dup e ha lambito la stessa premier Arlene Foster. Che però ha rifiutato le dimissioni chiesta dallo Sinn Fein.

Dopo gli accordi di pace di Stormont del 1998, che hanno messo fine a un conflitto di 30 anni costato la vita a 3600 persone, il governo in Irlanda del Nord è un governo di coalizione.
Il che vuol dire che malgrado gli accordi di pace,
governano la provincia britannica due forze con visioni e prospettive politiche diverse.
Con la caduta del governo, il potere torna temporaneamente a Londra.

Arlene Foster, governatore uscente dell’Irlanda del Nord:

“Lo Sinn Fein sembra voler accettare e pronto a sottostare direttamente alla gestione di Londra. In realtà dovrebber essere più onesti con i loro elettori e dire cosa questo significa: vuol dire essere commissariati da Londra; un commissario arriva per decidere il futuro e los viluppo economico di Londra”.

Il fatto che Londra negozi i termini di uscita dall’Unione europea costituisce una criticità per il voto di giovedì: se i nazionalisti britannici hanno sostenuto la brexit, non altrettanto ha fatto lo Sinn Fein. Che vede comunque nell’uscita dal club comunitario un’opportunità per conseguire l’obiettivo storico: la riunificazione con l’Irlanda.

“Gerry Adams”:https://en.wikipedia.org/wiki/Gerry_Adams, leader dello Sinn Fein:

“Quello che non faremo è sostenere un accordo che funzioni solo per una piccolissima percentuale di cittadini. Il governo britannico? Siamo irlandesi evogliamo la fine del governo britannico, vogliamo la fine della divisione”.

Stando agli accordi di Stormont il ministro britannico per l’Irlanda del Nord può convocare un referendum per la riunificazione, se ci sono prove che indichino un largo consenso dell’opinione pubblica per modificare il suo status costituzionale.