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Romania ancora in piazza: "Il ritiro del decreto non basta. Il governo lasci"


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Romania ancora in piazza: "Il ritiro del decreto non basta. Il governo lasci"

Il ritiro del controverso decreto “salva-corrotti” non ferma i manifestanti, che in Romania ora chiedono le dimissioni del governo. Oltre 400.000, secondo alcuni media locali, le persone scese di nuovo in piazza dalla serata di domenica a Bucarest e in altre città, dopo la riunione dell’esecutivo che ha confermato l’annuncio fatto alla vigilia dal premier socialdemocratico Sorin Grindeanu.

I manifestanti denunciano ora una corruzione generalizzata e sostengono che il ritiro del decreto non basti a mascherare la volontà del governo di proteggere la classe politica. In seguito all’imbarazzante marcia indietro a cui è stato costretto l’esecutivo, il leader del partito socialdemocratico ha fatto sapere che Grindeanu valuterà se mettere alla porta il Ministro della giustizia Florin Iordache che era stato all’origine del contestato decreto.

L’annuncio del ritiro del decreto sul sito del governo romeno

“Non voglio dividere la Romania – aveva detto alla vigilia il primo ministro Grindeanu -. Credo che il Paese e i nostri elettori siano in questo momento spaccati in due e forse in più pezzi”. Nell’annunciare la volontà di procedere al ritiro del decreto, Grindeanu aveva incaricato il Ministro della giustizia di elaborarne una nuova bozza da sottomettere all’esame del Parlamento.


In un articolo dei nostri colleghi di Deutsche Welle, la testimonianza di alcuni manifestanti: “Adesso vogliamo che il governo lasci”

La piazza non si accontenta: “Debellare la corruzione”

Prima che Bucarest tornasse di nuovo a riempirsi di manifestanti, un analista politico già prevedeva che la marcia indietro sul decreto non avrebbe placato la piazza. “La gente continuerà a premere perché il governo si dimetta – aveva detto nel pomeriggio Mircean Marian -. Non si accontenterà del ritiro di questo decreto. È infatti ormai chiaro che questo governo è corrotto e che andrà avanti con le sue politiche. Con ogni probabilità tenterà comunque di salvare dal carcere tutti i politici corrotti”.

In piazza anche i sostenitori del governo: “La maggioranza siamo noi”

Manifestazioni di segno opposto avevano indotto nella giornata di domenica qualche centinaio di persone a sostenere il governo e a criticare l’appoggio alla piazza del Capo di Stato Klaus Iohannis. I partecipanti, che hanno esibito cartelli in favore del primo ministro Grindeanu davanti al palazzo presidenziale, sostengono di incarnare la maggioranza romena e accusano il Presidente romeno di averla tradita, appoggiando le rivendicazioni dei manifestanti.

Il “caso Dragnea” e il contenuto del decreto

Della depenalizzazione dell’abuso d’ufficio e di altri reati di corruzione previsti dal decreto avrebbero tra l’altro potuto beneficiare diversi uomini politici romeni. In particolare, depenalizzando l’abuso d’ufficio per casi inerenti somme inferiori ai 44.000 euro, il decreto avrebbe anche posto fine al processo in corso ai danni del socialdemocratico Liviu Dragnea, stretto collaboratore del premier Grindeanu, da molti considerato la vera eminenza grigia del governo. Dragnea, che si dichiara innocente, è accusato di abuso d’ufficio, perché sospettato di aver utilizzato 24.000 euro di denaro pubblico per stipendiare due persone alle dipendenze del suo partito.

Le proteste, proseguite ininterrottamente da quasi una settimana, sono state le più imponenti in Romania dalla caduta di Ceausescu.

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