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Trump ai big Usa dell'auto: "Meno tasse e meno regole, producete qui"


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Trump ai big Usa dell'auto: "Meno tasse e meno regole, producete qui"

“Buy american, hire american”: a tre giorni dall’appello a “comprare americano e assumere americano” lanciato nel suo discorso d’inaugurazione, Donald Trump riceve i big statunitensi dell’auto per ribadire l’invito a produrre sempre di più a stelle e strisce.

Agli amministratori delegati di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, di Ford, Mark Fields e di General Motors, Mary Barra, Trump ha promesso: “Ci apprestiamo a riportare la produzione negli Stati Uniti. Ridurremo fortemente le tasse e procederemo allo stralcio delle regolamentazioni inutili. Manterremo solo quelle che servono davvero a qualcosa”.

“Semplificheremo in maniera sostanziale le procedure necessarie a impiantarsi negli Stati Uniti per le aziende automobilistiche, e per ogni altra azienda – ha poi proseguito Trump -. Da inospitale, il nostro paese diventerà molto ospitale per le imprese”.

Trump: “Mi ritengo ambientalista, ma non preoccupatevi”

In tempi di Dieselgate e di restrizioni ecologiche le rassicurazioni del nuovo inquilino della Casa Bianca passano anche per quelle su un’interpretazione più elastica degli “imperativi verdi”. “Mi considero fondamentalmente un ambientalista – ha detto Trump -, ma certe limitazioni sono eccessive. O vi daremo le autorizzazioni necessarie o non ve le daremo, ma sempre in tempi brevi. Più in generale state però tranquilli: le avrete, saremo molto concilianti”.

Marchionne: “Bene le intenzioni” (ma si aspettano i dettagli)

Positiva l’accoglienza di Sergio Marchionne, che al termine dell’incontro ha detto di aver “apprezzato l’attenzione del Presidente nel fare degli Stati Uniti un gran posto per fare del business”. L’amministratore delegato di Fiat-Chrysler ha tuttavia affermato che Trump non ha specificato quali sono gli interventi di semplificazione normativa che intende mettere in atto.

L’effetto Trump sull’industria dell’auto

“Voglio che nuovi impianti siano costruiti negli Stati Uniti, per produrre auto che siano vendute negli Stati Uniti”, scriveva Donald Trump su Twitter, annunciando l’incontro con Marchionne e colleghi

A tre settimane dalla rinuncia della Ford alla costruzione di un nuovo impianto in Messico, la convocazione di Marchionne e dei suoi omologhi aggiunge un tassello al mosaico della strategia di Trump per incoraggiare investimenti e creare nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti. Poco più di due settimane fa, la stessa Fiat-Chrysler aveva fatto sapere di voler investire un miliardo di dollari nei suoi impianti statunitensi di Michigan e Ohio. Poche ore dopo, dal salone dell’auto di Detroit, Toyota annunciava dieci miliardi di investimenti e Honda un incremento della produzione, sempre negli Stati Uniti.

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