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Rafsanjani, il padre dell'Iran pragmatico e moderato


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Rafsanjani, il padre dell'Iran pragmatico e moderato

L’Iran è in lutto. Domenica 8 gennaio, stroncato da un attacco cardiaco, è morto l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, uomo centrale per la politica iraniana.

Ricopriva il ruolo di Capo del Consiglio per il Discernimento ed ha attraversato tutta la storia della Repubblica islamica da assoluto protagonista. 82 anni. Classe 1934, proveniente da una famiglia di commercianti, il suo titolo religioso era quello di Hojatoleslam, inferiore solo a quello di Ayatollah.

Rafsandjani ha iniziato il suo impegno politico nel 1980 quando, fedele discepolo dell’Ayatollah Khomeini, diventa Presidente del Parlamento Iraniano. Nel 1988, sempre da Khomeini, viene eletto comandante delle Forze Armate Iraniane e, in questa veste, impone il cessate il fuoco nella guerra Iran-Iraq durata otto anni.

Nel giugno del 1989 Khomeini muore, la guida suprema del Paese diventa l’Ayatollah Khamenei e Rafsanjani viene eletto Presidente della Repubblica, ruolo che ha ricoperto fino al 1997 insieme a quello di Presidente dell’Assemblea degli Esperti. In questi anni si è dedicato alla ricostruzione del Paese anche dal punto di vista economico dopo la guerra e l’isolamento internazionale

Nel 2005 si ricandidò e venne sconfitto al ballottaggio dall’allora outsider Ahmadinejad appoggiato anche lui da Khamenei. Inevitabile la rottura del sodalizio con l’Ayatollah e nel 2009, quando
Ahmadinejad si ricandida, Rafsanjani appoggia il leader dell’opposizione.

Sono giorni caldi, viene accusato di corruzione e, mentre in piazza in molti manifestano, si rende protagonista di un sermone di protesta sulla condotta politica del suo avversario del quale boicotta anche la cerimonia del secondo insendiamento. Perde la guida dell’Assemblea degli Esperti, ma resta un personaggio molto influente dell’Iran. Nel 2013 appoggia l’attuale presidente Rouhani.

Rafsanjani è stato uno dei pilastri della coalizione tra i moderati e i riformisti. Padre dell’Iran pragmatico. Nel 2003 la rivista americana Forbes lo incluse tra i più ricchi di tutto il mondo, definendolo “l’uomo che rappresenta il vero potere dietro il governo iraniano”

Euronews, Maria Sarsalari:

-Akbar Hashemi Rafsanjani, ex presidente Iraniano e presidente del Consiglio per il discernimento, aveva ancora una forte influenza nella vita politica del Paese, a dispetto dell’isolamento in cuidi fatto si trovava dal 2009 dopo aver criticato la repressione seguita alle contestate elezioni presidenziali.

Collegato con noi da Parigi Ahmad Salamatian, analista politico ed ex deputato:

Le prossime presidenziali in Iran si tengono quest’anno, si annunciavano già molto delicate, come influenzerà il clima elettorale la morte di Rafsanjani?

Ahmad Salamatian:

“Rafsanjani è stato uno dei maggiori sostenitori di Rouhani, in lui vedeva un giovane Rafsanjani.

Possiamo dire che il sostegno sociale di cui godeva Rafsanjani è stato ereditato da Rouhani.

Per quel che riguarda il sostegno pubblico a Rouhani alle prossime presidenziali, ritengo che la morte di Rafsanjani, un evento triste, non avrà conseguenze negative per Rouhani, posso dire anzi che il consenso politico di cui gode quest’ultimo andrà rafforzandosi”.

-Rafsanjani ebbe un ruolo di spicco nell’elezione di Ali Khamenei dall’assemblea degli esperti nel 1989.
Anche lei era un deputato, come loro due, che ormai avevano preso strade diverse.
Oggi la morte di Rafsanjani come influenzerà le posizioni di Ali Khamenei.

“Viste le voci sulla salute di Khamenei, ci si aspettava, a dire il vero uno scenario inverso.
Il destino ha voluto l’esatto contrario.
Se il dibattito è posto allo stesso modo in cui era posto quello sulla successione di Khamenei, tutto dipenderà dall’equilibrio dei poteri tra gli organi eletti e quelli militari . Tutto dipenderà molto anche dalle tensioni internazionali”.

-L’elezione di Donald Trump ha sollevato diverse preoccupazioni sul cambiamento di atteggiameneto degli Usa nei confronti dell’Iran, la morte di Rafsanjani può rendere le prospettive anche peggiori?

“La realtà è che l’assenza di Rafsanjani spingerà Khamenei in prima linea per trovare un equilibrio tra forze interne e internazionali.
E in questo lui sarà solo. Potrebbe anche darsi che Khamenei possa rivestire un ruolo di mediatore così come fece Rafsanjani quando si oppose alle posizioni più radicali di Khamenei”.

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