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Austria: il nuovo presidente è Alexander Van der Bellen, sostenuto dai verdi


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Austria: il nuovo presidente è Alexander Van der Bellen, sostenuto dai verdi

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Il nuovo presidente dell’Austria è Alexander Van der Bellen , sostenuto dai verdi.

Ha battuto il suo sfidante dell’estrema destra populista Norbert Hofer , che ha riconosciuto la sconfitta e ha detto che ci riproverà la prossima volta.

Queste le ultime percentuali: Van der Bellen si attesta al 53,6% e Hofer (Fpö)al 46,4%.

Appelli all’unità

  • Norbert Hofer* si è complimentato con l’avversario e ha dichiarato:

Ho sempre detto che il vincitore deve essere un buon vincitore e il perdente un buon perdente. Chiedo ai miei elettori di accettare che in democrazia chi vota ha sempre ragione. In defintiva dobbiamo restare uniti. Questo è d’importanza capitale.

Anche Alexander Van der Bellen ha fatto riferimento alla necessità di riportare unità nel paese, che è non mai stato così politicamente diviso:

La mia speranza è che, fra 6 anni, alla fine del mio mandato. quando mi riconosceranno per la strada, o mentre visito un villaggio, o mentre salgo sulla metropolitana di Vienna, la gente possa dire: guarda, quello è il nostro presidente federale, non IL presidente, ma il presidente di tutti.

‘Hanno fatto paura agli elettori’

Il direttore di campagna di Hofer, Herbet Kickl, ha detto che contro il suo partito è stata montata un’operazione di demonizzazione, per mettere paura agli elettori e ha avvertito:

È l’ultima volta che le forze contrarie al rinnovamento ci fermano.

Il riferimento è alle elezioni politiche che probabilmente saranno anticipate alla primavera. La scadenza naturale sarebbe il 2018.

Ma il leader dell’ Fpö , Heinz Christian Strache , come Hofer, ha sottolineato la necessità di rispettare il voto democratico.

Una frenata per l’ ‘internazionale populista’ ?

Nel 2013, in occasione del successo alle elezioni politiche, Strache aveva chiamato all’unità i partiti euroscettici di destra.

L’insuccesso odierno di Hofer impone forse una frenata ai progetti dell’internazionale del populismo di destra in Europa, di cui fanno parte, fra l’altro, la Lega Nord , il francese, Front national di Marine Lepen, il Partito della libertà olandese di Gert Wilders e il belga Vlaams belang .

Interessante il primo scorporo dei voti che indica come Van der Bellen debba la vittoria soprattuto alle donne e ai giovani.

Perché un ‘terzo turno’

Le elezioni si erano già svolte circa 6 mesi fa, ma il ballottaggio del 22 maggio era stato annullato in seguito alla scoperta di irregolarità per quanto riguarda il voto all’estero.

Da qui il cosiddetto ‘terzo turno’. Il 22 maggio Van der Bellen era risultato primo per il rotto della cuffia, con circa 30mila voti di scarto.

Questa volta invece il candidato sostenuto dagli ecologisti si impone con un margine che non lascia adito a dubbi.

Da notare l’ennesima sconfitta dei sondaggisti, che avevano invece previsto una lotta all’ultimo voto.

Von der Bellen ha riconosciuto in passato di essere stato attivo in una loggia massonica per una decina d’anni.

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