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Giordania: manifestazione di protesta dopo l'uccisione di Hattar


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Giordania: manifestazione di protesta dopo l'uccisione di Hattar

Condanne, in patria e fuori, dopo l’uccisione di Nahed Hattar, lo scrittore dichiaratamente ateo che era sotto processo in Giordania per blasfemia, dopo aver condiviso una vignetta che raffigurava Allah sulle reti sociali.
Una manifestazione si è tenuta davanti alla sede del governo giordano, perché secondo i sostenitori dello scrittore proprio l’arresto avrebbe provocato un clima ostile.
Anche chi non ha manifestato condanna l’uccisione:
“Se ha commesso un errore allora è lo Stato a doverlo punire. Nessuno può farsi giustizia da se, scendere in strada e sparare”.

Hattar è stato ucciso all’ingresso del tribunale da un predicatore sunnita, subito arrestato. Quest’ultimo, impiegato del Ministero dell’Educazione e imam in una moschea di periferia, è accusato di omicidio premeditato, atto terroristico e possesso illegale d’armi, e rischia la pena di morte.

L’assassinio dello scrittore è stato condannato anche dai Fratelli Musulmani, e dal partito Ennahda, in Tunisia, oltre che in Giordania e in Occidente.

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