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Siria: all'Onu gli Stati Uniti denunciano la "barbarie" russa

La Russia sotto accusa al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il suo ruolo in Siria al fianco del regime.

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Siria: all'Onu gli Stati Uniti denunciano la "barbarie" russa

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La Russia sotto accusa al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il suo ruolo in Siria al fianco del regime. “Sono giorni agghiaccianti ad Aleppo, i peggiori dall’inizio del conflitto in Siria”, ha dichiarato l’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura.

L’ambasciatrice degli Stati Uniti, Samantha Power, ha accusato la Russia di “abusare” del proprio potere di veto per ostacolare azioni più dure contro Assad: “Quando la Russia sostiene il falso noi dobbiamo denunciarlo. Quello che la Russia sta facendo non è contro-terrorismo, ma barbarie”.

Una nuova tregua negoziata da Washington e Mosca era durata appena una settimana fallendo lunedì scorso.

“Portare la pace in Siria è un compito quasi impossibile ora”, sostiene l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, lanciando un’accusa contro i gruppi ribelli. “Oltre 200.000 persone ad Aleppo sono diventate prigioniere di gruppi terroristici, Jabhat al-Nusra e altri. Cercano di usare donne e bambini come scudi umani. I raid aerei vengono usati soltanto contro le posizioni dei militanti e con bombe a guida laser”.

Francia e Regno Unito hanno denunciato crimini di guerra ad Aleppo, sottolineando che il regime siriano appoggiato dalla Russia utilizza bombe anti-bunker e armi incendiarie che uccidono civili.

“Gli abitanti di Aleppo stanno subendo un’offensiva di crudeltà senza precedenti, inarrestabile”, afferma l’ambasciatore britannico Matthew Rycroft. “È sempre più chiaro che è un’offensiva che va oltre le capacità dell’aeronautica militare siriana. È difficile negare che la Russia collabori con il regime siriano per compiere crimini di guerra”.

Rycroft ha anche evocato il ricorso davanti alla Corte Penale Internazionale competente per i crimini di guerra. La riunione era stata convocata da Stati Uniti, Regno Unito e Francia che intendono fermare l’offensiva lanciata da Siria e Russia venerdì.