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Proteste Charlotte, il North Carolina dichiara lo stato d'emergenza

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Proteste Charlotte, il North Carolina dichiara lo stato d'emergenza

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Il Governatore del North Carolina Pat McCrory ha dichiarato lo stato d’emergenza. Nella seconda notte di disordini e scontri tra manifestanti e polizia a Charlotte, in North Carolina, si è sfiorata l’ennesima tragedia.

Una persona ferita da colpi d’arma da fuoco tra la folla era stata data per morta in un primo tempo. Attraverso il conto Twitter della città le autorità avevano prima confermato il decesso di un civile specificando che gli spari non erano stati esplosi dalla polizia. E successivamente la notizia è stata rettificata, comunicando che la persona è ricoverata ed attualmente in coma.

Le proteste a Charlotte, dove è stato annunciato il dispiegamento dell’esercito per ripristinare l’ordine, sono scoppiate dopo l’uccisione di Keith Lamont Scott, afroamericano di 43 anni, che sarebbe stata l’ennesima vittima della violenza da parte della polizia. Il terzo americano di colore ucciso dalle forze dell’ordine in meno di una settimana.

La prima vittima è stato un adolescente ucciso a Columbus, in Ohio: impugnava una pistola Airsoft con proiettili di plastica. Due giorni dopo, venerdì, un altro afroamericano ucciso a Tusla, in Oklahoma. Secondo la ricostruzione, quando l’agente ha sparato Terence Crutcher teneva le mani sulla testa. Infine martedì, la morte di Scott che ha innescato le proteste.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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