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L'istruzione negata. Il dramma dei bimbi siriani rifugiati in Libano

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L'istruzione negata. Il dramma dei bimbi siriani rifugiati in Libano

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Un’emergenza senza fine. E’ quella dei profughi siriani in Libano. Sono oltre un milione in un Paese che prima di questa ondata contava 4,5 milioni di abitanti. Secondo l’ultimo rapporto di Human Rights Watch oltre 250 mila bambini siriani non hanno accesso all’istruzione. Solo il 3% dei ragazzini nell’ultimo anno ha frequentato una scuola pubblica libanese.

Nella valle della Bekaa decine di campi profughi ospitano donne, anziani e ragazzini, scappati dagli orrori della guerra, dal regime del presidente siriano Assad o dalle mani dell’Isil. Ora vivono ammassati in condizioni di estrema povertà, e spesso sono vittime di intimidazioni. “Non mi piace la scuola, non ci insegnano nulla, ci picchiano anche. Ho smesso di andarci 7 mesi fa. Voglio lavorare, guadagnare i soldi per avere una casa e per la famiglia. Vogliamo poter mangiare. Voglio comprarmi una moto e giocare a calcio”, racconta un bimbo siriano.

Secondo la relazione dell’ONG le misure prese dal governo libanese, per far fronte al problema, spesso vengono ignorate. Le scuole pubbliche poi rifiutano i bimbi disabili siriani per mancanza di risorse, dicono. Il ministero dell’Educazione da circa due anni ha dato vita a lezioni pomeridiane riservate ai bimbi siriani, uno sforzo non sufficiente. Numerose famiglie infatti avendo il permesso di soggiorno scaduto non possono mandare i figli a scuola per paura di essere arrestate.

“Chiediamo al governo libanese di rivedere subito le norme sul permesso di soggiorno, chiede un rappresentante di Human Rights Watch. Mi riferisco alla quota annuale che i siriani devono versare per mantenere lo status giuridico”, ha fatto notare Bassam Khawaja, rappresentante di Human Rights Watch.

Secondo l’ONU inoltre circa 36 mila bambini siriani, il 70% dei 51 mila nati profughi in Libano, non hanno certificato di nascita e non sono registrati in nessuno dei due Paesi. Il conflitto in Siria dal 2011 ad oggi finora ha fatto oltre 280.000 morti, costringendo milioni di persone a scappare dalla loro terra. L’accesso all’istruzione è fondamentale per aiutare a dare un futuro a questa nuova generazione ma anche per superare i segni di tanta violenza.

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