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Euro 2016: il sogno islandese e la delusione anglo-spagnola

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Euro 2016: il sogno islandese e la delusione anglo-spagnola

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Ben ritrovati ad un nuovo appuntamento con Euro 2016:dopo diciotto giorni di gare, è giunto il momento dei quarti di finale.

Otto squadre sono ancora in corsa: in questo gruppo, ce n‘è una che sta vivendo un sogno. Di chi stiamo parlando?

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Non svegliate gli islandesi

Islanda, fortissimamente Islanda: una squadra, un’intera isola che sogna, dopo la vittoria in rimonta sull’Inghilterra, finanche autorevole per la maniera in cui è maturata.

Una favola che suscita le simpatie degli sportivi di tutto il mondo, il successo di Davide contro Golia.

Si pensi che i calciatori islandesi hanno ammesso di conoscere personalmente circa la metà dei tifosi presenti sugli spalti!

Senza contare il “Geyser Sound”, l’esultanza con la quale si festeggiano i successi a fine-gara, unitamente ai supporters.

Insomma, se è un sogno, non svegliateli…

“Se ci prepariamo bene – dice il co-allenatore Hallgrimsson -, il nostro team con questo atteggiamento è in grado di battere chiunque. Tuttavia siamo realistici, e sappiamo che pur avendo disputato la partita della vita, possiamo anche perdere contro la Francia o altri squadroni. Crediamo nei nostri ragazzi, anzi ritengo che con questa vittoria aumenterà la loro autostima”.

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E se l’Islanda celebra una storica qualificazione, le cose sono completamente diverse sul fronte inglese: la sconfitta ha infatti già avuto conseguenze negative per la panchina.

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La stampa non usa mezzi termini, Hodgson saluta

“Incompetenti, stupidi, non tornate a casa”: con la ruvidezza sovente utilizzata in casi del genere, così titola “The Sun”, all’indomani della clamorosa eliminazione dell’Inghilterra per mano dell’Islanda.

Uscita a testa bassa e senza attenuanti per Rooney e compagnia, il cui vantaggio iniziale aveva fatto erroneamente pensare ad una passeggiata.

A caldo, Roy Hodgson rassegna le dimissioni, salutando e ringraziando tutti per l’impegno profuso.

“Mi sarebbe piaciuto rimanere in sella altri due anni – dice -, ma io sono pragmatico e so che senza risultati non è possibile. Il mio contratto era legato all’epilogo di questa competizione, sicchè ora è il momento per qualcun altro di seguire i progressi di questo giovane, affamato, talentuoso gruppo di calciatori”.

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Senza alcun dubbio, la sconfitta della Spagna è stata una delle più grandi sorprese: i campioni in carica hanno detto addio al torneo, dimostrando che non sono più quelli di una volta.

Siamo di fronte alla fine di un’era? Analizziamo la situazione.

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La decepción delle Furie Rosse

Decepción, delusione: un’unica parola che riassume una miriade di concetti.

Siano essi visivamente espressi dai volti degli ex campioni d’Europa e dei loro sostenitori nel post-gara contro l’Italia, oppure concettualmente rimarcati dalla presa di coscienza dei media spagnoli, che ipotizzano la fine di un ciclo, la sostanza però non cambia.

La Spagna cede la corona, al cospetto di un’Italia granitica che ha meritato il passaggio ai quarti.

“Penso che il calcio spagnolo abbia una grande struttura. – afferma il selezionatore Vicente del Bosque -, abbiamo lavorato bene per molti anni. C‘è un buon settore giovanile, buoni giocatori, ottime squadre: non credo sia finita un’epoca, la sconfitta fa capire quanto sia difficile vincere una competizione del genere, su 24 squadre solo una può farcela”.

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Euro 2016 termina qui: prima dei saluti, vi lasciamo ai momenti più belli dell’ultima giornata agonistica.

I sostenitori islandesi non erano i soli ad essere felici per la vittoria: da non perdere il modo in cui questo telecronista ha commentato l’ultimo gol. A presto!

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