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Che cos'è il referendum "sulle trivelle"

Trivella sì, trivella no: domenica gli italiani decidono il destino delle piattaforme d’estrazione di gas e petrolio situate in mare. Un referendum

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Che cos'è il referendum "sulle trivelle"

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Trivella sì, trivella no: domenica gli italiani decidono il destino delle piattaforme d’estrazione di gas e petrolio situate in mare. Un referendum che faceva parte di un pacchetto di quesiti proposti da dieci regioni contro il decreto Sblocca Italia sullo sfruttamento dei giacimenti nazionali.

La consultazione riguarda le trivelle che si trovano entro le 12 miglia marine dalla costa, un centinaio delle piattaforme totali che l’Italia ha nel Mediterraneo. Per tre di queste il permesso di estrarre idrocarburi scadrà nei prossimi cinque anni.

Se vincesse il sì, dovrebbero chiudere alla scadenza della concessione, mentre la legge attuale prevede che le concessioni siano rinnovabili fino a esaurimento del giacimento.

Il premier Renzi ha incoraggiato gli elettori a boicottare il voto. Il presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi ha reagito così: “Bisogna votare al referendum, certamente nel modo in cui il cittadino crede opportuno di votare; ma credo che si debba partecipare al voto, perché partecipare al voto significa essere pienamente cittadini. Il referendum è per ognuno di noi”.

La questione appare molto tecnica, ma secondo i promotori si tratta di un atto politico, che serve a spingere il governo a investire di più nelle fonti d’energia rinnovabili, laddove l’obiettivo dell’esecutivo con il decreto Sblocca Italia era invece di aumentare la produzione nazionale di idrocarburi riducendo la dipendenza dalle importazioni. Dai giacimenti che si trovano entro le 12 miglia marine l’Italia ricava circa il 3 per cento del suo fabbisogno di metano e l’1 per cento per quanto riguarda il petrolio.

Domenica 17 aprile sono chiamati alle urne 47 milioni di elettori più quasi 4 milioni di residenti all’estero. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23. Perché il referendum sia valido è necessario che partecipi al voto il 50 per cento più uno degli aventi diritto.