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Casaleggio lascia il M5S senza leader

Visionario con vera passione per la politica o solo imprenditore più scaltro di altri col web? Figura controversa, oggi ricordata con cordoglio unanime.

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Casaleggio lascia il M5S senza leader

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Cinque giorni fa aveva affermato che “avrebbe lottato fino alla fine”, in risposta a un articolo di Jacopo Iacoboni (che aveva definito sciacallo) sulla Stampa secondo il quale aveva ormai delegato tutto al figlio. Nessuno immaginava che quella fine fosse così prossima.

È morto a 61 anni, per le conseguenze dell’edema cerebrale operato due anni fa, ma dal quale non si è mai totalmente ripreso Gianroberto Casaleggio, cofondatore del Movimento cinque stelle e, per molti, vero dominus di quello che oggi è il secondo partito italiano.

Le sue condizioni erano peggiorate nelle ultime due settimane, che ha passato ricoverato all’Istituto auxologico italiano, sotto falso nome per non violare la sua privacy.

Quando gli si chiedeva del rapporto con Beppe Grillo, diceva che fra loro c’erano forti differenze caratteriali. E, in effetti, Casaleggio è sempre stato assai più riservato del comico Genovese. E differente era la loro storia: “lui un artista, io sono stato soprattutto un capo di impresa”.

E lo è stato anche in questi anni da “leader politico suo malgrado”. La Casaleggio Associati è stata, insieme, azienda e macchina da guerra al servizio della sua idea di politica.

Prima e più di tutti ha utilizzato la rete, raccogliendo attraverso di essa adesioni al Movimento cinque stelle, avviando l’organizzazione dei meetup e, in seguito, con le talvolta controverse consultazioni in rete su punti di programma e candidati. A volte sbandierate, a volte disattese, a volte non effettuate del tutto senza un criterio preciso.

Eppure per le regole aveva una vera e propria ossessione, sostenenedo che deragliarne avrebbe fatto morire il M5S. Ciononostante, il metro di giudizio non è stato sempre uguale per tutti, nel decretare le numerose espulsioni nei confronti di chi aveva “sgarrato” rispetto alla linea, per questioni di rendicontazione o anche solo di dichiarazioni ritenute fuori luogo.

Visionario nel famoso filmato promozionale Gaia: il futuro della politica o nei suoi libri come l’ultimo Veni vidi web, nel quale preconizza un mondo dove il petrolio e carbone saranno proibiti, l’emissione di anidride carbonica punita con la reclusione fino a 30 anni, i corrotti esposti in gabbie sulle circonvallazioni delle città.

Ci credeva davvero o era un modo per far parlare di sé e vendere? Probabilmente non lo sapremo mai. Certo, in altri ambiti, si è mostrato sempre ben più pragmatico. Con i siti della sua galassia, compreso il blog ufficiale di Beppe Grillo, vero house organ del Movimento cinque stelle, ha coltivato l’“arte” del click baiting, spacciando per vere notizie pseudoscientifiche, lanciando con titoli accattivanti e urlati contenuti che non corrispondono assolutamente agli stessi, sfruttando sovente questa tecnica anche quando c’era da parlare di morti.

Il tutto per indurre più click possibili e guadagnare attraverso la pubblicità.

Grillo, tra i primi a commemorarlo sul web, ha lasciato Napoli, rinviando il suo spettacolo al 17 maggio.

Tante le altre reazioni nella rete. Da chi gli era politicamente vicino, ma anche dagli avversari.

Forti reazioni tra i militanti del M5S alla vignetta di Vauro

nella quale si evince come il disegnatore toscano considerasse, effettivamente, Casaleggio una sorta di “burattinaio” di Grillo e, in fondo, di tutto il Movimento.

Certamente per questo si apre una fase politica nuova, nel quale sarà chiamato a diventare “adulto” dimostrando di poter fare a meno di quello che non voleva essere chiamato il suo leader, ma difficilmente può essere definito diversamente.

I problemi di gestione interna rischiano di essere amplificati dall’assenza di una guida alla quale i cinque del “direttorio” non sono mai parsi, dalla loro nomina, in grado di subentrare.