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Migranti: afghano lancia video-appello, accolto in Lituania

Potenza del web, o del caso, o più semplicemente diverse modalità di trasmissione di un appello: un afghano della provincia centro-orientale di Ghor

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Migranti: afghano lancia video-appello, accolto in Lituania

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Potenza del web, o del caso, o più semplicemente diverse modalità di trasmissione di un appello: un afghano della provincia centro-orientale di Ghor, bloccato in Grecia, è stato casualmente intervistato da un giornalista britannico, al quale ha raccontato la propria storia. I due hanno quindi deciso di registrare un video-appello, postato su You Tube. Ricevuto e approvato dal governo lituano, benché la via ordinaria sia quella della presentazione in ambasciata.
Un funzionario del Ministero della Difesa riconosce che l’uomo aveva lavorato per il contingente lituano stanziato in Afghanistan fino al 2013, e dice che quell’uomo è stato un filtro fondamentale, che ha fatto ben volere i soldati lituani dalla popolazione locale.

Riconosciuto il ruolo, riconosciuto il diritto: il vice-Ministro dell’Interno dà la buona notizia:
“Abbiamo deciso di aiutare quella persona, perché è evidente che c‘è pericolo per lui nel suo Paese. Al momento si trova in Grecia, ha un passaporto valido, dobbiamo solo andarlo a prendere o comunque facilitare il suo arrivo”.

La Lituania deve ancora accogliere mille rifugiati da Grecia e Italia, come promesso nel piano di ricollocamenti mai realmente avviato. Nel frattempo in Europa occidentale l’accesso si è ridotto a ristretti gruppi di siriani e iracheni: l’afghano non avrebbe avuto alcuna possibilità, senza questo colpo di fortuna.