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Terrorismo: Europa e Turchia hanno la stessa definizione?

Stando a un analista turco, le differenze culturali potrebbero spiegare gli errori dell'intelligence belga

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Terrorismo: Europa e Turchia hanno la stessa definizione?

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Anche Ibrahim al Bakraoui si era formato in questi campi di addestramento dell’Isil.

Come lui, ci sarebbero altri 400 foreign fighters europei e iracheni, addestrati per colpire l’Europa. Tra questi anche sei italiani che sarebbero rientrati in Europa.
Arrestato in Turchia Ibrahim al Bakraoui era stato estradato in Europa la scorsa estate.
La Turchia aveva informato il Belgio sull’uomo e sulla sua potenziale pericolosità:

“Abbiamo informato dell’estradizione le autorità belghe lo scorso 14 luglio”.

La Turchia in una notifica, sostiene Ankara, aveva precisato che si trattava di un foreign fighter.

Serhat Güvenç, Università Kadir Has:

“La lista di persone sospettate sono circa 5000. Circa 2000 sono state estradate nei propri Paesi d’origine, ma l’effetto non è stato quello sperato. Malgrado i meccanismi di comunicazione, che più o meno funzionano, gli attentati continuano cosa che dimostra comunque che le informazioni non sono state valutate nel modo giusto”.

Il terrorista, estradato in Europa, precisamente nei Paesi Bassi, stando al governo belga, è riuscito a dileguarsi tra le maglie larghe della rete di controlli e verifiche dell’intelligence europea.
I Paesi Bassi riconoscono che l’uomo è arrivato a Amsterdam ma che la Turchia non ha dato ulteriori dettagli.

Gli stati oggi si rimpallano le responsabilità.
Una cosa sembra certa: gli attentati di Bruxelles sarebbero stati pianificati a Raqqa.

Le informazioni date da Ankara come sono state recepite in Europa?

“C‘è una profonda differenza tra la definizione turca di terrorismo e quella data dagli europei.
Quindi, quando la Turchia estrada un potenziale terrorista, è possibile che i Paesi europei possano giudicare la persona diversamente.
Non hanno lo stesso linguaggio e non hanno un comune background.
Un terrorista per la Turchia, non è un terrorista per l’Europa, anzi non è nemmeno ritenuto un sospetto.
C‘è una riflessione da fare sulla differenza di cultura. È importante”.

Divergenze di valutazione e interpretazione che possono fare la differenza in una guerra che si combatte soprattutto a colpi di informazione.
Se l’informazione è potere, oggi le intelligence europee dispongono di Salah Abdeslam, che potrebbe collaborare, e dei 22 mila nomi di membri di Daesh, stando alle rivelazioni di alcuni media, 2 settimane fa, di cui i servizi tedeschi sono venuti in possesso grazie a un infiltrato.