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Fra i 15000 rifugiati di Idomeni, al confine fra Grecia e Macedonia


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Fra i 15000 rifugiati di Idomeni, al confine fra Grecia e Macedonia

Almeno 15 mila migranti e profughi mediorientali sono bloccati da settimane nel campo di Idomeni, in territorio greco al confine con la Macedonia.

Questo dopo la chiusura della cosidetta rotta balcanica. I manifestanti hanno inscenato una manifestazione di protesta anche contro le terribili condizioni in cui versano, alle prese con freddo, pioggia, fango, assenza di servizi igienico-sanitari.

Nessuno sa quale sarà la loro sorte, e probabilmente non si saprà nulla prima del prossimo vertice in programma il 17-18 marzo a Bruxelles. La disperazione di chi non ha più niente da perdere: “Mi sento male e sono malato. Sono stufo di aspettare per niente. Aspetto, so che non c‘è niente di buono alla fine. Ma io aspetto”.

Intanto Croazia, Austria, Slovenia, Serbia e Macedonia, dove si potrà entrare solo con documenti di viaggio validi o con la richiesta di asilo. Così un operatore di una Ong: “Temiamo che dato il numero di bimbi che vivono in condizioni pessime a causa dell’umidità, delle inalazioni di fumo possano avere seri danni ai loro polmoni”.

Idomenisa è divenuto un enorme catino di fango e pozzanghere e la gente che noN si muove da 48 ore per non perdere un ipotetico posto in fila. Appena martedì esisteva un elenco di città considerate sicure in Siria e Iraq. Se qualcuno proveniva da Baghdad, Damasco o Raqqa, la capitale dell’Isis, non veniva più fatto passare in Macedonia. Una novità di un regolamento che cambia ogni giorno.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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