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Iran: la vittoria dei riformisti, nonostante la persistente forza dei conservatori

Il presidente iraniano, Hassan Rohani, può contare su un Parlamento non ostile alla sua politica di apertura e all’accordo sul nucleare: le elezioni

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Iran: la vittoria dei riformisti, nonostante la persistente forza dei conservatori

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Il presidente iraniano, Hassan Rohani, può contare su un Parlamento non ostile alla sua politica di apertura e all’accordo sul nucleare: le elezioni di venerdì hanno consegnato al Paese un Parlamento senza padroni, e nel quale è comunque forte l’avanzata dei moderati.
Sui 290 seggi del Majlis, 103 sono andati ai conservatori, che hanno perso anche alcune delle loro figure di maggior spicco, mentre 95 vanno ai moderati e 14 a candidati indipendenti dall’orientamento ancora non chiaro. Per i restanti 68 seggi si va al ballottaggio, a fine aprile.

Elias Hazrati, neo-eletto deputato riformista, commenta: “anche se nel campo riformista i volti più noti in buona parte non hanno potuto candidarsi o sono stati squalificati successivamente, la lista ha dimostrato una certa capacità di adattamento proponendo volti nuovi che hanno comunque ottenuto la fiducia dell’elettorato, perché la popolazione aveva un buon ricordo dell’era riformista e del Presidente Khatami in particolare”.

In Parlamento sono entrate anche quattordici donne, un record, e potrebbero aggiungersene altre cinque dopo i ballottaggi.
Un altro elemento simbolicamente molto importante per i riformisti è il loro successo nella capitale, dove hanno conquistato tutti i seggi a disposizione, 30. E anche per l’Assemblea degli Esperti, che dovrà eleggere la prossima guida suprema in caso di decesso o dimissioni dell’ayatollah Khamenei, quindici seggi della capitale su sedici sono andati ai riformisti.

Una vittoria che consentirà di governare e riformare, secondo il corrispondente di Euronews:
“Possiamo dire che il risultato di queste elezioni rappresenta una vittoria per i riformisti e i moderati. Il nuovo Parlamento, oltre a sostenere la politica del governo di Rohani, potrà avviare le riforme economiche e politiche, ampliare l’apertura verso l’Occidente e attirare maggiori investimenti stranieri”.