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Iran: 2016 anno del cambiamento

Non solo la piena entrata in vigore dell’accordo nucleare, il 2016 per l’Iran è un anno pieno di prove e appuntamenti. Legislative il 26 febbraio Il

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Iran: 2016 anno del cambiamento

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Non solo la piena entrata in vigore dell’accordo nucleare, il 2016 per l’Iran è un anno pieno di prove e appuntamenti.

Legislative il 26 febbraio

Il 26 febbraio si terranno le elezioni per il nuovo Parlamento, ora dominato dagli ultraconservatori, e che il fronte del presidente Hassan Rohani, con le ali moderate di riformisti e conservatori, punta a riconquistare.

Le quasi 12 mila candidature registrate per i 290 seggi del Majlis sono state vagliate dal Consiglio dei Guardiani, massimo organo religioso e politico in Iran, che ha l’ultima parola sull’idoneità dei candidati.

La lista dei candidati ammessi è stata resa pubblica il 16 febbraio, oltre 6.000 sono stati ammessi, tra cui circa 600 donne.

Il numero di candidature, oltre il doppio di quelle di quattro anni fa, rileva comunque un rinnovato interesse degli iraniani per la competizione politica e la speranza di poter determinare e cambiare il corso politico.

Il nipote di Khomeini escluso dalle elezioni

Considerato uno dei candidati di punta del fronte riformista, Hassan Khomeini, nipote dell’Ayatollah, non correrà alle prossime elezioni per il rinnovo dell’Assemblea degli Esperti. La sua candidatura è stata definitivamente respinta dal Consiglio dei Guardiani.
La decisione dei Guardiani sembra andare a favore dello schieramento conservatore.

Le voci su una grave malattia di Khamenei rendono ancora più aspra la competizione e i conservatori del Consiglio dei Guardiani, con la selezione delle candidature, sembrano voler orientare l’esito del voto in loro favore.

Assemblea degli Esperti

Con i nuovi deputati gli iraniani eleggeranno anche la nuova Assemblea degli esperti: l’organo di 88 membri potrà decidere nei prossimi anni la successione, nel ruolo di Guida suprema, di Ali Khamenei, 76 anni, la massima carica religiosa e politica della Repubblica islamica.

Il grande manovratore della politica iraniana, l’ex presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, ha infranto un tabù rivelando che una commissione di religiosi sta prendendo in esame i potenziali candidati per la massima carica dello Stato.

Lo stesso Rafsanjani, secondo alcune indiscrezioni, punterebbe a succedere all’Ayatollah Ali Khamenei. Il suo obiettivo prossimo comunque è quello di ottenere la maggioranza dei seggi per i moderati sia in parlamento sia in seno all’Assemblea degli Esperti.

Campagna elettorale

La campagna elettorale si apre ufficialmente giovedì 18 febbraio, dando ai candidati una settimana di tempo per cercare di convincere gli elettori della “bontà” delle proprie proposte.
Passano il turno i candidati che abbiano raggiunto il 25% dei voti.