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Myanmar libera 101 oppositori al regime prima della transizione democratica

La decisione segue la richiesta degli Stati Uniti

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Myanmar libera 101 oppositori al regime prima della transizione democratica

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L’annuncio della presidenza birmana arriva quando almeno 25 dissidenti sono già tornati in libertà.

Il presidente uscente del Myanmar, Thein Sein, ha ordinato il rilascio di 101 persone, tra le quali una ventina di prigionieri politici. Commutate in ergastolo, invece, le condanne a morte di 77 altri detenuti.

“Non sono pienamente soddisfatto perché il governo li rilascia a gruppi – dice Aung Min Kyaw, un prigioniero politico appena rilasciato – Voglio che tutti gli attivisti, tutti i prigionieri politici, gli studenti, i contadini e gli operai lascino la prigione”.

Tra le persone liberate c‘è anche il neozelandese Philip Blackwood, arrestato a marzo per reati contro la religione buddista. La richiesta di liberare alcune decine di studenti prima del trasferimento di potere nelle mani della leader democratica Aung San Suu Kyi era stata avanzata quattro giorni prima dagli Stati Uniti.

“Io credo fortemente che i nostri problemi saranno risolti – sostiene un altro detenuto liberato, Bo Thein – perché il nostro Paese è ora sotto la guida di nostra madre Aung San Suu Kyi”.

La premio Nobel per la Pace si appresta ad assumere il potere dopo decenni di lotta e di detenzione domiciliare. Ha vinto le elezioni nel novembre del 2015, ma prima del voto ci furono diversi arresti, compresi quelli di centinaia di studenti che erano scesi in piazza contro la riforma dell’educazione.