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Schengen: la Grecia respinge le accuse di inadempienze e punta il dito contro altri paesi

Minacciata di essere espulsa dallo spazio Schengen, la Grecia si difende e accusa gli altri paesi europei di non aver fornito le attrezzature

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Schengen: la Grecia respinge le accuse di inadempienze e punta il dito contro altri paesi

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Minacciata di essere espulsa dallo spazio Schengen, la Grecia si difende e accusa gli altri paesi europei di non aver fornito le attrezzature necessarie per l’adeguata registrazione dei rifugiati.
Dopo le sollecitazioni di altri stati, Atene ha ora chiesto l’attivazione del meccanismo di protezione civile europea.

Spiega il ministro greco dell’immigrazione Ioannis Mouzalas:

“Non possiamo nemmeno pensare che la Grecia sia fuori lo spazio Schengen, questo significherebbe il collasso dello spazio Schengen. Qual è il punto debole della Grecia nel difendere le frontiere esterne dell’unione europea? E’ una domanda che ci poniamo sempre. Controlliamo perfettamente i nostri confini terrestri con la Turchia a nord e per quanto riguarda i confini marittimi non c‘è modo di renderli sicuri ma solo di salvare vite umane”

Il ministro Ioannis Mouzalas ha ammesso ritardi nella gestione del flusso di rifugiati, ma ha ribadito ritardi anche nella fornitura di macchine Eurodac per la rilevazione delle impronte digitali.

“Abbiamo chiesto 100 macchinari eurodac e ne abbiamo ottenuti solo 42, di cui 12 dalla Germania – ha detto- Ci dicono che non vogliamo Frontex, è una bugia. A maggio abbiamo chiesto in rinforzo 320 persne, ne sono giunte la metà. Abbiamo chiesto 1600 persone per il piano congiunto di Frontex, non è venuto nessuno”

Venerdi’ i ministri degli interni dibatteranno di Schengen e del caso Grecia. A causa del flusso di rifugiati, i controlli alle frontiere interne potrebbero continuare per due anni.