ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

L'Oman e il mare. Riserve naturali e antiche imbarcazioni

Lettura in corso:

L'Oman e il mare. Riserve naturali e antiche imbarcazioni

Dimensioni di testo Aa Aa

Da una costa affascinante e ricca di vita subaquea, all’arte di costruire le barche: l’Oman ha una grande eredità marittima da condividere

Da una costa affascinante e ricca di vita subaquea, all’arte di costruire le barche: l’Oman ha una grande eredità marittima da condividere.

“Bellissime insenature, spiagge da favola, e l’arte di costruire le barche: in questa puntata di Oman Life scopriremo l’affascinante costiera e le ricchissime acquemarine, che accolgono tra l’altro le tartarughe verdi”

Il viaggio comincia non lontano dalla capitale Muscat, a bordo di una delle imbarcazioni tradizionali del paese, uno scafo in legno noto come “sambuco”.

Destinazione, la riserva naturale di Bandar Khayran.

Circondata da una corona di mangrovie costituisce un rifugio naturale per molte specie animali che qui possono godere di un ecosistema unico.

“Bander Khayran è ricca in termini di varietà di specie, marine e terrestri. Gode di una diversità importante soprattutto per quanto riguarda gli uccelli, la barriera corallina, i pesci e le mangrovie. Niente del genere esiste in altre riserve naturali”, dice Lubna Hamoud al-Kharusi, responsabile dell’ente per le risorse ittiche.

E appena sotto la superficie, ecco i tesori. L’acqua calda e la barriera corallina spingono banchi di pesci tropicali fin dentro alla baia.

Nella riserva sono censite più di 200 diverse specie di pesci e una varietà di 45 tipi di corallo.

E ora, rotta verso la regione più orientale della penisola arabica, la città costiera di Sur che in passato ha avuto una importanza strategica nei commerci con l’India, l’Africa e il Sud Est Asiatico.

Sur è anche famosa per i suoi sambuchi, le barche tradizionali che per secoli hanno incrociato nell’Oceano Indiano trasportando merci preziose.

I sambuchi di Sur sono costruiti senza progetti e disegni, ma solo grazie all’esperienza degli artigiani.

“Si comincia con la posa della chiglia, che diventa la colonna vertebrale della barca. Poi si passa alle estremità, ai fianchi e al tetto. Appena finita la barca va in mare”, dice Khalid al-Araimi, erede di una antica famiglia di costruttori di barche tradizionali. Per terminare una imbarcazione in legno di tek, ci vogliono otto mesi di lavoro in cui tutto viene realizzato a mano.

“Attorno alle viti mettiamo del cotone intinto d’olio, e poi le fissiamo nel legno. Poi aggiungiamo un isolante, chiamato Lami, che impedisce le infiltrazioni d’acqua e protegge le viti dalla corrosione”.

Poco lontano si trova una delle più belle spiagge del paese: Ras al-Jinz, il santuario delle tartarughe. Per questi animali, a rischio di estinzione, questa costa è uno dei più importanti siti di nidificazione.

Dopo aver percorso migliaia di chilometri attraverso l’Oceano, le tartarughe verdi raggiungono questa spiaggia dove depongolo le uova.

Nasser al-Zadjali osserva da sette anni il comportamento di questi giganti gentili: “Le tartarughe escono dall’acqua specialmente con l’alta marea, dato il loro peso, che può variare tra gli 80 e i centocinquanta chili. Una volta fuori dall’acqua l’animale usa una delle buche vuote”.

“Poi comincia la deposizione delle uova, che vengono subito ricoperte dalla sabbia spinta dalle pinne, mentre la tartaruga avanza lentamente”.

Dopo una incubazione di 50 giorni le uova si schiudono e per le piccole tartarughe comincia il viaggio più pericoloso della loro esistenza.

Solo una su mille riuscirà ad evitare i predatori e a entrare in acqua. Se tutto andrà bene tornerà tra 25 anni per deporre a sua volta le uova.

Ci lasciamo il mare alle spalle, e continuiamo il viaggio alla scoperta dello straordinario patrimonio culturale di questo paese. Nella prossima puntata di Oman Life conosceremo un famoso forte militare, e andremo nella capitale Muscat, per scoprirne le sue meraviglie architettoniche.